LA LEGGENDA DEL PIAVE … versione Tubal

L’Italia sonnecchiava calma e placida al passaggio
dei lestofanti in quell’infausto maggio
L’esercito azzittiva prima Biagi e poi Santoro
Perché non la pensavan come loro

Muti restaron quella volta in tanti
Tacere conveniva a tutti quanti!

S’impadroniva delle nostra antenne
Censurando libri carta e penne
Si adoperaron soldi e non bastoni
E Vespa ruffianò: “Che buono Berlusconi!”

Ma i primi della lista a venire maltrattati
Son stati la giustizia e i magistrati
Ahi quante Leggi ha fatto
per non essere processato
Beffando la giustizia e il magistrato!

Profughi ovunque! Stanchi e mezzi morti!
Venivano a gremir tutti i suoi porti

S’udiva allor dalle Padane valli,
cacciamo a casa negri, rossi e gialli.
Come ubriaca in quel periodo nero,
La lega sentenziò: Si cacci lo straniero!

E or si puntò il dito Con vergogna e in modo infame
Volea sfogare tutte le sue brame…
Il loro piano ardito e la loro ambizione
Fu quella di cambiar costituzione!

NO! Disse Ciampi. NO! Dissero in tanti,
Mai più lo scempio faccia un passo avanti!

Si vide Silvio rinfoltir le fronde
E tra i capelli comparir le onde
Rosso negli occhi ed incazzato nero,
Il Berlusca minacciò: la cambio per intero!

Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l'ali al vento !
L’UNIONE fu creata e tra le schiere furon visti
Unirsi liberali e comunisti!

Infranse alfin l'italico valore
le forche e l'armi del censuratore.

Sicure l'Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l'onde.
Sul patrio suolo vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò nè oppressi, nè stranieri.