COME SE NIENTE FOSSE


Di Roberto Cotroneo
L'Unità del 28 gennaio 2008

Li vedi sfilare, dopo che sono usciti dall'incontro con il Presidente della Repubblica.
Appartengono a partiti piccoli e a partiti grandi. Hanno le facce scure di circostanza. Bisogna dare un governo al paese è andare subito a nuove elezioni. La situazione è serissima, preoccupante.

C'è bisogno di un governo tecnico che cambi questa legge elettorale.
C'è chi è in buona fede, e chi non lo è per niente, e questo lo sappiamo.
Ma intanto fuori dal palazzo non cambia nulla, la casta, le corruzioni, gli scandali sempre quelli sono. Ci sono voluti giorni prima che Cuffaro si dimettesse.

E persino l'intervento del presidente di Confindustria, esasperato di combattere contro il pizzo in Sicilia, contro l'illegalità, con l'esempio di un governatore condannato e interdetto dai pubblici uffici a vita.

E mentre Gianni De Gennaro cerca di raccapezzarsi nella montagna di rifiuti in Campania che fanno da quelle parti? Cercano una soluzione? Riflettono sui mali di un paese allo sbando? No, figuriamoci, chiedono a san Gennaro il miracolo. Non è una barzelletta. È la verità. Si tratta di capire, con tutto il rispetto per il santo, se il miracolo cancellerebbe tutta l'immondizia.

Ma soprattutto in che modo: sciogliendola? polverizzandola? trasformandola in oro? La terza ipotesi sarebbe auspicabile.

Questo è un paese dove le piccole caste e senza miracoli, l'oro sanno trovarlo e bene. Alla provincia di Roma, ad esempio, è stata fatta una scoperta davvero singolare. Una decina, forse di più, consiglieri provinciali, dell' amministrazione Gasbarra hanno chiesto rimborsi per più di tre milioni di euro. Rimborsi di cosa, vi chiederete? Del fatto che l'attività politica li distoglie dall'attività professionale. E dunque noi contribuenti paghiamo quello che non possono più guadagnare con la loro professione visto che sono immolati a occuparsi della cosa e del bene pubblico. Tutto regolare e tutto legale. Peccato che molti sono-«impiegati» e assunti in aziende di famiglia, private, con stipendi da 300 mila, 400 mila euro fino a più di 600 mila euro l'anno. Un mare di soldi che paghiamo noi. La magistratura indaga. Gli esponenti politici rimborsati, e molto soddisfatti sono di tutti i partiti, niente paura. Dal Partito Democratico alla Destra di Storace.

Nel frattempo l'altro ieri a più di mille docenti di medicina della Sapienza è arrivata una mail: per errore, ovvio.

Dove prima ancora di fare le selezioni erano indicati i nomi dei vincitori dei posti di direttore di dipartimento.

Un equivoco, si sono affrettati a dire, e il preside Luigi Frati ha mandato una nuova mail dicendo: «Vi prego di non tenere in alcun conto il tabulato. Ovviamente la collocazione dei nomi è del tutto fittizia».

Chissà chi è quel buontempone che ha fatto click su «invia» nel computer e ha spedito quel bel testo allegato, con il nome «Ok Corral»: lo stesso titolo del film con Burt Lancaster e Kirk Douglas. Fatto sta che esserne imbarazzati è dire poco, ci sarebbe da indignarsi.

E mentre le immagini del palazzo scorrono tra le giuste preoccupazioni dei politici più responsabili, e lo sfregamento di mani dei più cinici, fuori il disgusto è palese.

Bastava ascoltare le dichiarazioni della gente comune, l'altro giorno a Sky, per capire che li prenderebbero tutti a uova marce in testa se non peggio, e che non vogliono più sentirli nominare, che non vogliono più averci a che fare. Soprattutto con alcuni.

 

Ed è questo il punto. La scelta di Romano Prodi di farli sfilare, uno a uno, davanti al presidente del Senato Franco Marini, ed esprimere ad alta voce la fiducia e la sfiducia, è qualcosa che Lamberto Dini ma soprattutto Clemente Mastella pagheranno pesantemente, e faranno pagare pesantemente anche allo schieramento con cui saranno alleati, al di là dei loro voti.

Ma son problemi secondari, a guardare come si comportano le semicaste, chiamiamole così, sparse nel paese. Quelli che stanno un po' di lato dai riflettori e fanno tutto quello che gli pare, come se niente fosse. Quelli che alla regione Lazio sono con Marrazzo ma sono dell'Udeur, e «devono ancora decidere», che cosa fare. Dopo tutto il disastro di questi giorni. Per cui l'Udeur continuerà a governare con il centro sinistra dove gli conviene.

Giusto no?

Quelli che si fanno pagare da noi per redditi che non hanno mai avuto, fino a 19 mila euro in un solo mese.

Quelli che pensano che la spazzatura ce la scioglie san Gennaro.

Quelli che i primari li nominiamo prima delle selezioni.

O forse no, forse era solo indicativo.

Indicativo presente. Certo.

Il modo più elementare per il declinare il verbo (intransitivo pronominale) «vergognarsi».

 

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