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Un muro non basta
Per decidere chi ha torto e chi ha torto Per tracciare un confine arbitrario
Per dettare la legge del più forte
Un muro non basta Per nascondere un orizzonte alla sua terra Per costruire una gabbia intorno ad una nazione
Per dimenticare quello che c'è dall'altra parte
Un muro non basta Per cancellare il diritto all'autodeterminazione dei popoli Per impedire a due volti di incrociare lo sguardo Per sbarrare il passo a chi ha voglia di conoscere
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SOSTEGNO AL POPOLO PALESTINESE
Testimonianza di:
GVC / Centri Rousseau
15 giugno, 2006 Sono passati quattro mesi dal nostro ultimo aggiornamento. Nel frattempo i lavori per il Muro sono andati avanti in tutta l'area di El Ezarya – Abu Dis. All'inizio di aprile l'ufficio del GVC è stato trasferito a Beit Hanina, tuttavia alcuni espatriati che lavorano per il GVC e per i Centri Rousseau vivono ancora nello stesso quartiere situato tra El Azarya e Abu Dis.
Al momento, nel nostro quartiere, il Muro è alto circa 3 metri ed è fatto di mattoni anziché di cemento armato. Paradossalmente, questo bel Muro di mattoni sembra innocuo in confronto a quello di cemento armato, eppure raggiunge lo stesso obiettivo di separare i palestinesi da Gerusalemme.
Sul lato di Gerusalemme, un tratto della strada di pattugliamento che correrà di fianco al Muro è attualmente in costruzione, mentre sul lato della Cisgiordania la strada che collegherà il nostro vicinato ad El Azarya
Abu Dis è quasi pronta. In ogni caso, al momento nessuna delle due strade puo' essere ancora utilizzata.
Solo i palestinesi con la carta di identità di Gerusalemme e gli internazionali che abitano nel nostro vicinato hanno ancora accesso a Gerusalemme attraverso la strada privata e il cancello del quartiere, visto che un passaggio attraverso il percorso del Muro è ancora disponibile. Comunque, se qualche mese fa i palestinesi senza la carta di identità di Gerusalemme potevano utilizzare la nostra stradina per accedere alla città illegalmente (scavalcando il cancello), adesso è impossibile: l'area è pattugliata giorno e notte dai soldati i quali non autorizzano nessuno a passare, neppure i palestinesi con la carta di identità di Gerusalemme, i quali dovrebbero usare il nuovo checkpoint Zeitun (Az Zayem), situato alle pendici del Monte degli Ulivi, sul lato di Gerico.
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