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Un muro non basta
Per decidere chi ha torto e chi ha torto
Per tracciare un confine arbitrario
Per dettare la legge del più forte

Un muro non basta
Per nascondere un orizzonte alla sua terra
Per costruire una gabbia intorno ad una nazione
Per dimenticare quello che c'è dall'altra parte

Un muro non basta
Per cancellare il diritto all'autodeterminazione dei popoli
Per impedire a due volti di incrociare lo sguardo
Per sbarrare il passo a chi ha voglia di conoscere

 

 

SOSTEGNO AL POPOLO PALESTINESE

Testimonianza di : Martina IANNIZZOTTO

18 giugno, 2006

Ar Ram è un villaggio che sorge lungo la trafficatissima strada principale che unisce Gerusalemme a Ramallah e alla West Bank. Molto vicino alla periferia nord di Gerusalemme tanto da esserne diventata in pratica un sobborgo, è chiuso tra il check point di Ar Ram (porta d'accesso a Gerusalemme) e il check point di Kalandiya.

Ad Ar Ram, la costruzione del muro, cominciata lo scorso febbraio, è ora quasi completata. Il Muro corre dal check point di Kalandiya fino al check point di Ar Ram passando al centro della strada principale e tagliando in due il villaggio: da una parte Gerusalemme, dall'altra la West Bank. 6500 dunum di terra (un dunum è un pò meno di un ettaro) isolati al di là del Muro.

Fatta eccezione per gli internazionali e per i residenti, dallo scorso 10 aprile, 60.000 palestinesi in possesso del blu ID sono costretti ad usare, come unico accesso possibile a Gerusalemme, il check point di Kalandiya, già da tempo uno dei più affollati.

Contro la chiusura del muro ad Ar Ram circa un mese fa si è anche tenuta una partecipata manifestazione di palestinesi e pacifisti israeliani dispersa dal lancio di lacrimogeni da parte dell'esercito e della polizia israeliani.

L'ufficio e anche l'appartamento dello staff internazionale di ICS si trova in una traversa della strada principale che da Beit Hanina va a Kalandiya, esattamente all'altezza del check point di Ar Ram, in una specie di terra di nessuno, che si dovrebbe trovare nell'area di Gerusalemme quando il muro sarà completato.

Proprio per la particolarità della posizione, fino a qualche mese fa era possibie bypassare il posto di blocco ed uscire verso Ar Ram (West Bank) o Gerusalemme senza essere controllati.

Ma nelle ultime settimane è sempre più frequente trovare dei militari che pattugliano la strada e impediscono l'accesso a Beit Hanina, periferia nord di Gerusalemme, anche dalle stradine laterali.

Il tre componenti del nostro staff locale, tutti residenti a Gerusalemme, sono stati più volte bloccati al check point da militari che volevano mandarli indietro fino a Kalandiya (ad almeno 20 minuti di auto dal posto di blocco e dal nostro ufficio) per poi accedere a Gerusalemme da un'altra strada. La stessa cosa è successa anche ad un membro dello staff internazionale.

Circa un mese fa, poi, durante la sera, delle pattuglie di militari sono andate di casa in casa (incluso il nostro appartamento) per prendere i dati (nome, cognome, nazionalità, professione e documento) di tutti gli inquilini. Per sapere con precisione, come ci hanno spiegato, chi abitava nella zona.

La scorsa settimana abbiamo chiesto maggiori informazioni al DCL competente. Qui un luogotenente responsabile delle relazioni con le organizzazioni internazionali che lavorano nella periferia nord di Gerusalemme ci ha confermato che, fatta eccezione per gli internazionali, per i residenti di Dar Al Bareed e di Beit Hanina in prossimità dell'attuale chek-point (che sono però iscritti in un apposita lista), l'accesso a Gerusalemme avverrà solamente via Kalandiya visto che, secondo le nuove disposizioni, il check point di Ar Ram verrà smantellato e diventerà un “gate” quando la costruzione del muro sarà completata. Per i locali che lavorano in organizzazioni internazionali dovrebbe essere sufficiente mostrare il tesserino dell'organizzazione, mentre le carte AIDA non sono più considerate valide. Il giorno successivo a quest'informazione un membro del nostro staff locale, nonostante il tesserino, è stato nuovamente fermato al check-point ed è stato necessario chiamare al telefono il luogotenente del DCL per farlo passare.

Allo stato attuale appare sempre più difficile permettere al nostro staff locale di percorrere la cinquantina di metri che separano il nostro ufficio da Beit Hanina.

 

 

 

 

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