CONFLITTI IN CORSO
(Tradotto dal Jerusalem Media and Communication Centre):
In nome di Dio, il Misericordioso e Compassionevole,
Il popolo palestinese vive da oltre 60 anni nella disperazione, deprivazione e sotto sfratto, patisce tutti i generi di sofferenza a causa dell'occupazione e dell'oppressione mentre il nostro popolo ha attraversato una lunga fase di lotta, di resistenza, di perseveranza, attraverso le quali ha sacrificato centinaia di migliaia di martiri e feriti e ha dato il miglior esempio di sacrificio e di abnegazione, aggrappandosi ai propri diritti e muovendosi attraverso importanti fasi storiche fino al raggiungimento di quella del governo di unità nazionale (l'11°).
Questo governo è nato dopo molti sforzi esercitati da membri leali al nostro popolo che hanno lavorato giorno e notte per raggiungere una visione riconciliatoria e denominatori comuni che hanno radunato i palestinesi sotto lo stesso ombrello.
Questo governo è giunto come frutto di uno spirito positivo e della fiducia reciproca che ha prodotto la risoluzione di tutti i problemi nei vari campi. Questo governo è uno dei più importanti e porta i risultati dell'Accordo benedetto di Mecca sotto il patrocinio del re saudita Abdul Aziz. Il governo di unità nazionale è il culmine di una lunga serie di dialoghi nazionali dove Egitto e Siria hanno ricoperto un ruolo trainante nel dar sostegno e nel seguirli con sforzi apprezzati da molti paesi arabi fratelli e dalle organizzazioni arabe e islamiche. Esso riflette anche la devozione e la lealtà al lungo processo di martirio e al dolore dei prigionieri e dei feriti, principalmente gli ultimi martiri - lo scomparso presidente Yasser Arafat, Sheikh Imam Ahmad Yaseen, e i leader Abu Ali Mustafa, Fathi Ash-Shiqaqi e Abdul Abbas.
Basato sul Documento della Concordia nazionale, il governo di unità lavorerà a tutti i livelli in modo da raggiungere i più elevati interessi del popolo palestinese:
a livello politico:
1- Il governo afferma che la strada per la sicurezza e la stabilità nella regione dipende dalla fine dell'occupazione israeliane dei territori palestinesi e dal riconoscimento del diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese; il governo lavorerà con la comunità nazionale per porre termine all'occupazione e per riguadagnare i diritti legittimi del popolo palestinese in modo da poter costruire basi solide per la pace, la sicurezza e la prosperità nella regione.
2- Il governo lavorerà per proteggere i più alti interessi del popolo palestinese e proteggere i suoi diritti, e preservare, sviluppare, realizzare gli obiettivi nazionali come furono ratificati dalle risoluzioni delle sessioni del Consiglio Nazionale palestinese, dalla Legge base, del Documento di Concordia nazionale e le risoluzioni dei vertici arabi. Il governo rispetterà le risoluzioni della legittimità internazionale e gli accordi siglati dall'Olp.
3- Il governo rigetterà il cosiddetto “stato con confini temporanei” poiché questa idea mina il legittimo diritto del popolo palestinese.
4- Il governo si aggrappa al diritto dei rifugiati palestinesi e al diritto al ritorno alle loro terre e proprietà.
5- Il governo deve lavorare diligentemente per la liberazione dei suoi eroici prigionieri dalle prigioni israeliane.
6- Il governo deve confrontare le misure dell'occupazione nei termini di assassinii, arresti e incursioni. Il governo garantirà una speciale importanza alla città di Gerusalemme per affrontare le politiche israeliane nei confronti del popolo, delle terre e dei luoghi santi di Gerusalemme.
7- Il governo deve consolidare le relazioni con i paesi arabi e islamici e cooperare con le aree della regione e internazionali sulla base del mutuo rispetto.
II: livello dell'occupazione
1- Il governo afferma che la pace e la stabilità nella regione dipendono dalla fine di tutte le forme di occupazione dei territori palestinesi, dalla rimozione del Muro dell'apartheid, degli insediamenti e dall'arresto della giudaizzazione di Gerusalemme e della politica di annessione, e dalla restaurazione dei diritti dei proprietari.
2- Il governo afferma che la resistenza è un legittimo diritto del popolo palestinese così come garantito dalle leggi e dalle carte internazionali; il nostro popolo ha il diritto di difendersi di fronte a qualsiasi aggressione israeliana e crede che fermare la resistenza dipenderà dalla fine dell'occupazione e dal raggiungimento della libertà, del ritorno e dell'indipendenza.
3- Nonostante ciò, il governo, attraverso la conciliazione nazionale, lavorerà per consolidare la calma e per estenderla per diventare una tregua comprensiva e reciproca, e questo dovrebbe portare in cambio, da parte di Israele, l'arresto delle misure di occupazione – assassinii, arresti, incursioni demolizioni delle abitazioni, distruzione dei terreni, scavi a Gerusalemme, e dovrebbe portare a rimuovere i checkpoint, a riaprire i valichi, a togliere tutte le restrizioni di movimento e rilasciare i prigionieri.
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