CONFLITTI IN CORSO

La vivenda di Mordechai Vanunu il primo tecnico nucleare prigioniero di coscienza
Mordechai Vanunu (nato il 13 ottobre del 1954), anche conosciuto con il suo nome di battesimo di John Crossman , è un ingegnere nucleare israeliano, che nel 1986 rivelò al Sunday Times , l'esistenza di un piano segreto di armamento nucleare da parte dello stato di Israele, che all'epoca avrebbe posseduto 200 testate nucleari. All'epoca lavorava alla centrale di Dimona
Mordechai Vanunu e' il primo tecnico nucleare prigioniero di coscienza. Prigioniero si. Infatti Vanunu fu rapito all'aeroporto di Fiumicino il 30 settembre 1986 dai servizi segreti israeliani, pochi giorni prima che le sue rivelazioni vedessero la luce sul settimanale britannico "The Sunday Time". Si trovava in Gran Bretagna e con l'inganno fu portato in Italia visto che il governo italiano non avrebbe protestato e indagato come quello inglese.
Venne sequestrato da un agente del Mossad e trasferito in Israele dove venne imprigionato e accusato di alto tradimento. Fu giudicato a porte chiuse e condannato a 18 anni di carcere, 11 dei quali passati in completo isolamento. Uscito di prigione il 21 aprile 2004, è tuttora sottoposto dalle autorità israeliane a notevoli restrizioni della libertà; in particolare:
- non può avere contatti con cittadini di altri paesi che non siano Israele
- non può avvicinarsi ad ambasciate e consolati
- non può possedere un telefono cellulare
- non può accedere ad Internet
- non può lasciare lo stato di Israele
Da :www.voltairenet.org L'Israeliano pacifista Mordechai Vanunu è stato nuovamente arrestato in Israele il 18 novembre 2005 e messo in guardia a vista, quindi liberato. È stato appena accusato per avere incontrato personalità straniere ed avere accordato molte interviste, di cui a Silvia Cattori per la rete Voltaire. Ci ha appena inviato una lettera aperta che riproduciamo qui
.Appello di Mordechai Vanunu
Miei cari amici,
Il 15 gennaio 2006 andrò sotto processo davanti alla corte israeliana. Dovrò rispondere di 21 capi d'accusa per aver parlato o incontrato persone straniere, cosa che secondo Israele non mi è consentita. Queste restrizioni mi sono state imposte il 21 aprile 2004, quando sono stato rimesso in libertà dopo 18 anni di carcere trascorsi in isolamento.
Chiedo a tutti i miei amici e sostenitori in tutto il mondo di aiutarmi e appoggiarmi in questo caso molto importante. Penso che questo processo si concentrerà sulla questione della libertà di parola. Quello di cui ho bisogno da voi è che mi mandiate delle informazioni sulla storia del vostro paese, sulle vostre esperienze e conoscenze in materia di libertà di parola. Questo contribuirà a costituire un precedente in altri paesi e servirà da esempio per il sistema democratico israeliano.
Mi servirebbero anche degli esempi relativi ai più antichi stati democratici come la Grecia e la Repubblica di Roma, ed estratti dai discorsi di filosofi greci come Platone, Socrate e Aristotele. E inoltre, se sapete di qualcuno che in epoca moderna è stato perseguito per la libertà di parola, vi prego di scoprire quali sono stati la sua difesa e le sue argomentazioni (anche le poesie andrebbero benissimo) e di mandarmeli. Il tutto sarà spedito al mio avvocato e presentato da me durante il processo.
Io credo che questo processo segnerà una svolta, perché stiamo sfidando la democrazia di Israele ad ammettere che quelle restrizioni sono contrarie ai principi democratici adottati in tutto il mondo. Ogni essere umano ha il diritto di esercitare la propria libertà di parola senza alcuna restrizione.
Vi ringrazio moltissimo per il vostro aiuto. Speriamo di riuscire ad opporci fermamente a questa barbarie.
Da: www.altrementi.org
QUALI SONO LE RAGIONI USATE DAL GOVERNO ISRAELIANO PER GIUSTIFICARE IL TRATTAMENTO RISERVATO A MORDECHAI VANUNU?
"Mordechai ha portato le informazioni all'estero e le ha vendute al Sunday Times di Londra". Questa affermazione è stata più volte negata da tutti i membri del Sunday Times che hanno intervistato Mordechai. Peter Hounam, Robin Morgan ed Andrew Neil hanno pubblicamente affermato di non avere avuto nessuna richiesta di denaro per le informazioni ricevute.
"I dettagli che ha scelto di rivelare hanno avuto l'effetto di scoprire il reattore e le persone che qui lavorano ad attacchi militari o terroristici. L'attacco ad un bus nel marzo 1988 e' direttamente connesso con le rivelazioni di Vanunu". Questa è un'altra affermazione utilizzata di frequente dal ministero di giustizia per giustificare i trattamenti ai quali e' stato sottoposto Mordechai. Occorre precisare però che l'attacco è avvenuto un anno e mezzo dopo che le rivelazioni hanno visto la luce sul Sunday Times, ed inoltre la sequenza di eventi durante la quale si è verificato il fatto indica chiaramente che la scelta di questo bus è puramente casuale.
"Il processo a Mordechai Vanunu si è svolto come tanti altri nel sistema legale israeliano". In realtà il processo è stato solo ripreso da una telecamera ed a porte chiuse protetto da un cordone sanitario. Mordechai non ha avuto una giuria ed il suo processo è stato una dimostrazione di intrighi e misteri al pari di quelli che circondano la bomba israeliana.
"Il commissario per le prigioni ha deciso che il prigioniero deve restare in isolamento per fare in modo che Vanunu non continui a rivelare informazioni segrete". Dopo così tanti anni, le informazioni che può avere sono divenute sicuramente obsolete. Dal 1987 sono stati pubblicati molti libri sullo sviluppo nucleare di Israele. Uno in particolare dal titolo ‘Punto Critico' fornisce svariati dettagli sulla collocazione degli impianti di ricerca e produzione, campi minati, bunker di controllo e comando, magazzini per i missili. Le uniche informazioni segrete in possesso di Mordechai sono quelle riguardo i dettagli del suo rapimento in Italia.
Dopo una visita di David Libai (ex ministro di giustizia): "Vanunu non ha avanzato proteste riguardo alle sue condizioni di detenzione". Perché allora Mordechai avrebbe presentato petizioni su petizioni per la fine del suo isolamento? E' chiaro che Libai ha chiesto al prigioniero una qualche forma di pentimento e collaborazione, ma Mordechai ha ancora abbastanza spirito combattivo per rifiutare le loro furbe e ciniche condizioni.
"Nel novembre 1994, quando gli è stata offerta la possibilità di condividere la cella con un'altro prigioniero, Vanunu ha rifiutato". Non ha accettato perché non gli è stata data la possibilità di sapere in anticipo con chi avrebbe dovuto condividere la cella ed aveva paura che il governo avrebbe usato un altro prigioniero per spiarlo. Mordechai vuole la fine dell'isolamento, non l'isolamento con qualcun'altro.
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