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A quanti di noi è capitato di alzare gli occhi al cielo e ammirare l'infinito! Il mistero ci attrae …cosa si cela oltre la realtà che possiamo vedere? Tranquilli… questa mia nuova sezione, MISTERI D'ITALIA vola più basso, mi atterrò ai casi italiani, purtroppo… reali.

 

MISTERI

I MISTERI DI " RENNES LE CHATEAU"

 Il minuscolo villaggio francese di Rennes le Château si trova appollaiato in vetta a una collina, a una quarantina di chilometri da Carcassonne, nella regione francese dell'Aude. Pur contando solo una manciata di abitanti, ogni anno è meta di migliaia di amanti del mistero e cercatori di tesori, attirati sul luogo da un corpus leggendario creatosi nel corso di un secolo dal sovrapporsi di tematiche provenienti da ambienti culturali molto diversi.


«Questo è un luogo terribile» : è scritto così, in latino, sul portale di questa chiesa piccola e famosissima.
Ma avrebbero potuto anche scriverci «Questo è un luogo pieno di misteri». E la cosa sarebbe stata sicuramente vera.
Molte cose sono accadute in questi anni: nuovi scavi, nuove ricerche , e un fatto importante: degli scavi che avrebbero dovuto sciogliere almeno uno dei grandi misteri di Rennes Le Chateau…
E si è scavato. Ma c'è stato anche altro. Infatti mentre si cercava di mettere ordine tra i mille interrogativi di questo paesino a complicare in qualche modo le cose è arrivato il successo mondiale di un romanzo da tempo ormai in testa alle classifiche di vendita di tutto il mondo. Il «Codice da Vinci» richiama di continuo i misteri di Rennes Le Chateau pur senza mai nominarla.

Ma prima di addentrarci nei misteri, veri e presunti, che da decenni si accavallano su Rennes le Chateau, rivediamo brevemente la storia di questo paese, stravolto, alla fine dell'Ottocento, dall'arrivo di un giovane curato: si chiamava Berengere Sauniere.
Nel 1885 un giovane sacerdote viene destinato alla minuscola parrocchia di Rennes Le Chateau. Il curato, che si chiama François Berengere Sauniere ha pochissimi soldi a disposizione e una chiesa che cade letteralmente a pezzi. Con fatica riesce a dare il via ai lavori di restauro, durante i quali, spostando l'altare della Chiesa, trova alcune antiche pergamene. Sauniére porta questi documenti dal suo vescovo, nella vicina Carcassonne, e da questi viene autorizzato ad andare a Parigi, probabilmente per far consultare le pergamene a qualche sacerdote del seminario di Saint Sulpice.
A Parigi Sauniere fa anche altre cose: visita musei e circoli esoterici e diventa intimo della più celebre cantante lirica dell'epoca, Emma Calvé, appassionata di occultismo.

Tra bella vita ed esoterismo, Berengere si dedica anche all'arte e passa molte ore al Louvre, e precisamente nelle sale dove sono conservati i quadri di un grande pittore manierista del Seicento: Nicolas Poussin.

Non a caso anche Dan Brown, il discusso autore de «Il Codice da Vinci», colloca i capitoli iniziali del suo romanzo al Louvre, dove viene assassinato il direttore del museo parigino cui viene dato, certo non a caso, il nome di Sauniere, proprio come l'oscuro abate di Rennes le Chateau. Rientrato a Rennes le Chateau, Saunière improvvisamente rivela una disponibilità economica impressionante. Senza badare a spese ristruttura la Chiesa – dedicata alla Maddalena – si fa costruire una casa con un ampio giardino e una torre-biblioteca.


Anche il suo tenore di vita cambia: si concede qualche lusso, fa dei viaggi e, soprattutto, inizia a ricevere visite misteriose e importanti. E nonostante la comprensibile curiosità di compaesani e delle autorità ecclesiastiche, non fornisce alcuna giustificazione del suo arricchimento.
Si sparge la voce che Sauniere abbia trovato un tesoro, magari sotto una di quelle tombe del cimitero dietro la chiesa che di notte scava e poi distrugge, inspiegabilmente. Sauniere muore nel gennaio 1917 portando con se i propri segreti. Accanto a lui la tomba della sua perpetua, Marie Denardau, l'unica a conoscere forse i segreti del sacerdote ma anche lei muta fino alla morte, avvenuta negli anni Cinquanta. Solo una volta, si lasciò scappare che «La gente che vive qui cammina sull'oro e non lo sa».

Sin dagli Anni Quaranta del XX secolo Rennes-le-Château fu più volte visitata da un giovane esoterista francese chiamato Pierre Plantard (1920-2000), che fece amicizia con il curatore delle eredità lasciate da Saunière, Noel Corbu (1912-1968), e raccolse molte informazioni sulla vita del parroco. Corbu, che aveva fatto delle proprietà del parroco un ristorante , era solito favoleggiare sull'origine delle ricchezze, ed aveva depositato presso la Biblioteca Nazionale un manoscritto nel quale avanzava le prime ipotesi sul tesoro trovato da Saunière.

Presto ribattezzato sulla stampa locale Curé aux milliards , Saunière avrebbe ritrovato - secondo Corbu - il tesoro di Bianca di Castiglia, il cui nascondiglio era rivelato nelle pergamene ritrovate all'interno dell'altare. Delle voci che iniziarono a circolare si occupò il custode della Biblioteca di Carcassonne, René Descadeillas: la sua posizione gli consentiva di accedere ai documenti originali intorno alle vicende descritte da Corbu. Nelle sue Note informative su Rennes le Château e l'abbé Saunière lo studioso smontò gran parte delle "voci" diffuse da Corbu, pubblicando i documenti che dimostravano la vera origine delle ricchezze di Saunière: una monumentale impresa di vendita di messe per corrispondenza. . Sebbene di recente si scoprirà che le ricchezze di Saunière non provenivano solo dalle messe ma anche da finanziamenti occulti da parte di movimenti filomonarchici dell'epoca, il lavoro di Descadeillas poteva già fornire una prima ricostruzione corretta delle vicende.


Mentre i cercatori effettuavano i primi scavi nei dintorni del paese, rivelando molti reperti che testimoniano la secolare storia del paese, nel 1956 Pierre Plantard fondava in Svizzera, insieme a tre amici, un gruppo di ispirazione esoterica chiamato Priorato di Sion , il cui nome si ispirava ad un monte nei pressi della città di Annemasse, il monte Sion. Come molti altri gruppi esoterici, anche il Priorato di Sion - nella persona di Plantard - fece enormi sforzi per crearsi un passato glorioso e antico: falsificando una serie di documenti e collegando con personaggi fittizi moltissimi alberi genealogici separati, Plantard intendeva proporsi come discendente dai re Merovingi, e quindi possibile erede di un ormai anacronistico trono francese.

Molto del materiale creato a tavolino da Plantard e soci venne depositato alla Biblioteca Nazionale di Parigi sotto molti pseudonimi, tra cui quello di Henri Lobineau, pseudo-autore dei Dossier Secrets che raccoglievano le su citate genealogie collegate ad arte. Per supportare questa teoria, oltre a tenere una serie di conferenze nella chiesa di Saint Sulpice a Parigi, Plantard contattò lo scrittore Gérard de Sède che, nel 1967, pubblicò L'or de Rennes . Nel libro veniva raccontato il ritrovamento da parte di Saunière di alcune pergamene , corredato da alcune testimonianze.

In realtà, le pergamene riprodotte nel libro di De Sède erano state disegnate da Philippe De Cherisey, amico di Plantard, che ne copiò il testo dal Dictionnaire de la bible di F.Vigouroux (1895). Il libro di De Sède fu letto alla fine degli Anni Sessanta da un giornalista della BBC, Henry Lincoln che dedicò tra il 1972 e il 1981 tre documentari della serie "Chronicle". Il successo della serie assicurò al libro che raccoglieva gli studi presentati vendite da capogiro. Holy Blood Holy Grail ("Il Sacro Sangue e il Sacro Graal") fu pubblicato anche in Italia, con il titolo di Il Santo Graal .

Nelle pagine del libro, le vicende raccontate da Plantard vennero ulteriormente distorte dai tre autori: attraverso i Merovingi, il fondatore del Priorato di Sion discendeva addirittura da Gesù Cristo, che non era affatto morto in croce, ma si era sposato con Maria Maddalena e aveva raggiunto Marsiglia per dar via a una discendenza che avrebbe poi conquistato il trono francese. Secondo la loro versione della storia, il tesoro che arricchì Bérenger Saunière non era di natura materiale ma documentale: i tre autori sostennero, infatti, che il parroco avesse trovato documenti che provavano la terribile verità della discendenza di Gesù, conosciuta storicamente come dinastia del Sang Real , il "Sangue Reale", termine in seguito corrotto in San Greal o più precisamente Santo Graal .

Un po' tutte le ricostruzioni su Rennes Le Chateau richiamano una leggenda che, secondo alcuni, sarebbe alla base dei misteri di questo minuscolo paese. Una leggenda che risale a duemila anni fa e che ha due protagonisti d'eccezione: Gesù Cristo e Maria Maddalena.

Secondo una leggenda senza basi storiche certe, subito dopo la Passione del Cristo un gruppo di cristiani lasciò la Palestina per trovare rifugio nel sud della Francia. Tra loro ci sarebbe stata anche Maria Maddalena, la prostituta convertita da Gesù. Secondo altri la Maddalena sarebbe stata addirittura la sposa di Gesù Nazzareno e dalla sua discendenza, cresciuta in queste zone, avrebbe avuto origine la dinastia dei Merovingi, i primi re di Francia, sul trono tra il 400 e il 750 A . C. Il nome di uno degli ultimi sovrani della dinastia, Dagoberto II, assassinato in una congiura di Palazzo, torna di frequente nella storia di Rennes Le Chateau.

E' impossibile qui ripercorrere tutti i misteri e gli interrogativi relativi a questo luogo incredibile.

Una delle chiavi del mistero di Rennes Le Chateau sta nel fatto che questo luogo e i suoi antichi abitanti sarebbero legati alla cosiddetta «eredità messianica» , cioè alla discendenza che partita da Gesù avrebbe dato vita alla dinastia dei Merovingi.
Poi scalzati i Merovingi dalla dinastia dei Carolingi, quella di Carlo Magno, per intenderci, questa «eredità» sarebbe sopravvissuta clandestinamente, grazie all'opera di un ordine segreto e attivo ancora oggi: Il Priorato di Sion.
Bene si è sempre pensato che il Priorato di Sion, nel corso dei secoli, avesse celato proprio a Rennes Le Chateau le prove della leggenda che abbiamo appena ricordato. Il «Codice da Vinci» lo confermerebbe. Ma, facendo delle verifiche, sembra che le cose non stiano proprio come il romanzo potrebbe far credere
Il vero Priorato è stato fondato a Rennes le Chateau solo a metà del 1600.
Negare che il Priorato di Sion abbia avuto e abbia ancora oggi il ruolo che molte inchieste, e ora anche romanzi, gli attribuiscono non vuol dire però che intorno a Rennes le Chateau si muovano forze e interessi oscuri.
Si può ipotizzare che sia stato avviato un discorso strategico che mira a screditare la religione cattolica? Perché o tutto è vero (ma fino ad oggi mancano i riscontri storici e archeologici) oppure qualcuno sta cercando, con un certo successo, di seminare dei dubbi? E se questo è vero chi può essere?
Magari l'avversario principe del Cristianesimo?
Rennes le Chateau è la casa del Diavolo?
Ma anche senza scomodare il Maligno c'è chi è convinto che grandi interessi e organizzazioni con fini ancora non chiari stiano sfruttando l'interesse che suscita in tutto il mondo la storia di Rennes Le Chateau. L'enigma è comunque ben lungi dall'essersi esaurito. Sono tanti e tali i documenti che continuano a venire alla luce da richiedere un aggiornamento costante e attento da parte dei ricercatori.

Manoscritti autentici ed ambigui apocrifi diventano improvvisamente visibili e aprono nuove strade alla ricerca, forniscono nuove connessioni tra Saunière e i suoi contemporanei e rendono sempre più improbabili alcune delle ipotesi più ardite intorno alla sua vita. Tra gli ultimi ritrovamenti spicca quello di Laurent "Octonovo" Buchholtzer, che nel 2004 ha riportato alla luce oltre 850 pagine manoscritte di Saunière, dense di riferimenti alle sue attività contabilistiche e ai suoi scambi di corrispondenza.

Se c'è una cosa che a Rennes Le Chateau non manca sono gli interrogativi. Anche senza il Priorato di Sion qui le cose che non tornano sono numerosissime. Una delle più clamorose è sotto questa Torre. Pochi anni fa, è venuto alla luce il diario di un capomastro di Rennes che aveva svolto tutti i lavori per Sauniere, compresa la costruzione della torre di Magdala.


Nel diario di quel capomastro, gli eredi hanno trovato una nota in cui l'uomo racconta di aver ricevuto l'ordine da Sauniere di nascondere una cassa sotto questa torre. Nel 2001, indagini con il red scan hanno evidenziato che effettivamente sotto questa torre c'era un parallelepipedo (una cassa).
Recentemente un gruppo di ricerca statunitense, autorizzato dal Comune di Rennes Le Chateau, ha potuto scavare sotto la Torre di Magdala. Tra i ricercatori c'era anche un professore italiano: Andrea Barattolo.

Intervista all'archeologo Andrea Barattolo che testimonia di essere stato presente durante lo scavo sotto la Torre Magdala. E stato rinvenuto qualcosa? Assolutamente nulla di interessante.
Ma, secondo Barattolo, la Torre Magdala non era il posto giusto dove scavare. La prossima volta bisognerà scavare sotto la chiesa e nel giardino circostante.
Il tesoro di Sauniere forse era in parte composto da beni e preziosi ritrovati fortunosamente. Ma probabilmente era anche composto da antichi documenti, il cui contenuto però ci è ancora ignoto.

 

 

 

 

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