Controcorrentesatirica.com

menu sinistra
 
 
 
 
     
     
  Oh Palestina  
  Analisi del conflitto Mediorientale. Materiale estratto dai libri dei più grandi giornalisti  
     
 

Premessa

 
     
  Colloquio illuminante    
     
  Chi è l'antisemita?  
     
  Israele e gli omicidi extragiudiziali  
     
  Israele e il terrorismo militare: Scudi Umani  
     
  Foto che raccontano più di mille parole  
     
     
   
     
     
  Oh America  
  Analisi della politica estera occidentale. Materiale estratto dai libri dei più grandi giornalisti  
     
  Premessa  
     
  Indietro nel tempo: 1949  
     
  "Arrivo a Peshawar" di Tiziano Terzani  
     
  "Peshawar"
di Tiziano Terzani
 
     
     
   
     
     
  essere comunisti   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
     

A quanti di noi è capitato di alzare gli occhi al cielo e ammirare l'infinito! Il mistero ci attrae …cosa si cela oltre la realtà che possiamo vedere? Tranquilli… questa mia nuova sezione, MISTERI D'ITALIA vola più basso, mi atterrò ai casi italiani, purtroppo… reali.

 

MISTERI

Il Mistero dei Celti: Tradizioni Celtiche in Umbria

Di rado si parla in Italia di Celti, senza sapere che influenze che hanno avuto sul nostro paese sono state notevoli. Lo spunto per questo articolo mi e' stato dato da un recentissimo viaggio in Umbria, dove ho potuto esaminare alcuni siti piuttosto particolari.

Il passaggio del popolo celtico in Italia lo possiamo notare in varie zone analizzando alcuni strani toponimi. Un esempio e' la radice "penn" , dal Dio Penn o Pennin , antica divinita' celtica adorata in vari luoghi in Italia. Letteralmente "penn" significa "cima", "sommita'" , alcuni storici romani come lo stesso Catone ne parlano come di una misteriosa divinita' femminile, la dea Pennina. Successivamente il culto fu pian piano dimenticato e questo a causa dei romani che sostituirono ad un culto femminile, uno maschile, quello di Giove, poi detto Pennino. Ma la vera e propria distruzione del culto fu a causa della venuta della Cristianita', quando Carlo Magno, inizio' a minacciare pene gravissime per i contadini che erigevano simulacri in pietra o veneravano delle pietre in luoghi di culto tutt'altro che cristiani!

Ancora una volta il culto femminile della "pietra", la vergine nera celtica, anche se sotto altro nome, veniva pian piano debellato! A ricordo di questo antichissimo culto, pero', troviamo ancora strani toponimi, le Alpi Pennine, gli Appennini o ancora il monte Pennino, Penna e molti altri luoghi ove ancora oggi si puo' "ascoltare" la magica atmosfera di antichi riti.

Ma torniamo ai Celti in Italia e in particolare fermiamoci in Umbria, regione fortemente legata al "popolo della quercia" come dimostrato anche dalla forte somiglianza tra il dialetto umbro e la lingua dei Celti, che oggi ritroviamo pressoche' intatta nel gaelico. Per esempio l'articolo "Il" e' pronunciato sia in ternano che in gaelico come "LU" , oppure pensiamo alla frase " U PORCHELL GUAEL" che significa "il porcello e' malato" in gaelico e che in ternano si pronuncia come " LU PORCELLU GUAJI". Gli indizi sono molteplici, come , per esempio, il tempio solare presente a Monte Spergolate , vicino Strocone . A Torre Alta e' presente, per esempio, un osservatorio astronomico costituito da una roccia isolata, quasi a forma di Menhir, in cima alla quale era scavata una vaschetta quadrangolare tenuta sempre piena d'acqua, così da farvi specchiare le varie costellazioni.

In tutta la regione sono poi presenti mura "poligonali", come a Cesi o alla stessa Spoleto , antecedenti alla cultura romana e che caratterizzano fortemente culture e popoli legati alla "terra. In particolare a Carsulae e al suo culto del priapos, che ricorda da vicino antichi riti di fertilita' legati alla divinita' solare che, metaforicamente ,con i suoi raggi trasformati in pietra , i menhir, andava a render fertile la Madre Terra. Il menhir sarebbe composto da un cilindro in base, e fu poi "censurato" nell'aspetto dai romani che sostituirono in capo un cono. Conferma di questi riti di fertilita' che si avevano nella zona sarebbe la presenza di strani simboli sotto il menhir che rappresenterebbero i segni zodiacali, e il cosi detto "fiore della vita", appunto simbolo di fertilita', posizionato verso oriente, ove nasce il sole, l'elemento maschile che rende fertile, tramite il "Priapos" l'elemento femminile: la terra. Il santuario del culto fallico sarebbe ove si trova la chiesa di San Damiano , era qui che gli iniziandi venivano portati per il sacrificio rituale ed e' qui che e' ancor visibile una "pietra sacrificale" , ove , appunto, verosimilmente venivano effettuate le offerte alle divinita'!

S. Damiano

Il culto del Priapos , fu dunque fortemente osteggiato dalla Chiesa romana che censurava qualunque notizia di luoghi o culti pagani affinche' essi fossero definitivamente abbandonati. E' per questo motivo che poco si sa e si conosce dell'antica tradizione celtica a Carsulae. In particolare in Umbria, questo compito risulto' particolarmente complesso anche grazie alla presenza dei Longobardi del Ducato di Spoleto, sempre pronti ad intervenire per bloccare sul nascere ogni tentativo di distruggere la loro capitale religiosa e polo di attrazione della cultura celtica italiana. L'importanza dei longobardi nel mantenere le tradizioni celtiche e' evidentemente importante, saranno infatti costoro che , in tutta Italia e in particolare anche i Puglia, regione abbastanza lontana dalle tradizioni celtiche si conserveranno le "memorie" di questo antico popolo.

Carsulae sarebbe cosi' un luogo con forti valenze magiche ed energetiche, sarebbe anche presente l'ingresso per il regno dei morti , quello che oggi e' chiamato l'arco di San Damiano, ma che in realta' sarebbe la porta di Saman. Il 2 novembre vi era la tradizione che , nel congiungimento tra vivi e morti, la gente si stendeva per i campi e beveva idromele e si cibava con fave lessate, usanza ancora in uso in Umbria.

Arco di s.Damiano

 

Controcorrentesatirica.com