MISTERI
RAINBOW BRIDGE: un arcobaleno di pietra forgiato dalla natura
Navajo e i Paiute abitanti dell'Utah meridionale, tramandavano ai discendenti la leggenda del "nonnezoshi", l'arcobaleno di pietra che per gli avi era stato un luogo sacro, come testimoniano reperti archeologici rinvenuti sul posto, ma l'ubicazione era un segreto che pochi conoscevano.
Nei racconti si parlava di questa meraviglia naturale che aveva la forma e i colori di un arcobaleno, e nel 1909 tre uomini bianchi organizzarono una spedizione per rintracciarla, facendosi guidare da due nativi.
Attraverso zone impervie raggiunsero uno stretto canyon, talmente ben occultato dalla natura del luogo da far comprendere il perché così pochi ne conoscessero l'ubicazione.
Superata l'entrata, lo stupore fu enorme: l'arco era leggiadro e perfetto, la pietra, delicatamente colorata di rosa, quando il cielo era sereno appariva di un intenso color lavanda mentre all'ultimo sole pomeridiano si striava di rosso e marrone.
La voce si sparse e nel 1910 Rainbow Bridge fu dichiarato monumento nazionale americano. Per il presidente Theodore Roosevelt era senza ombra di dubbio la più grande meraviglia naturale del mondo.
Fatto di arenaria, il ponte è lungo 94 m e l'altezza alla sommità dell'arco è di 88 m. La pietra ha uno spessore di 13 m ed è larga 10 m, misure imponenti per un'opera di tanta leggiadria che sovrasta un piccolo canyon e un modesto corso d'acqua, il Bridge Creek.
È stata proprio quest'acqua, nel corso dei millenni, con le piene stagionali, ad erodere la pietra fino a darle la forma attuale, mentre il vento ne ha levigato la superficie. Per anni pochi hanno potuto ammirarlo, poiché per raggiungerlo bisognava percorrere una ventina di chilometri di sentieri da capre. Poi, nel 1963, in seguito al completamento della diga del Glen Canyon, la zona è stata aperta ai viaggiatori, che possono arrivare in barca fin nelle vicinanze del Ponte dell'Arcobaleno.
Ma se questo ponte è la super star, lo Utah vanta centinaia di archi di arenaria, duecento dei quali si trovano nell'Arches National Park, 300 km a nord della zona del primo.
Ogni arco ha un suo nome, tra i più famosi l'Angel Arch, poiché l'arco sembra sormontato da un paio di ali, e il Delicat Arch, chiamato così poiché essendo alto più di un edificio di sette piani, nel punto più sottile misura scarsi due metri, particolare che non ne fa presagire una vita lunga.
È splendido da vedere, così alto ed esile, isolato sul bordo di una depressione rocciosa. Oltre al poetico nome di Delicato, qualche bontempone l'ha soprannominato Old Maid's Bloomers, mutandoni della vecchia zitella, per la sua forma.
Zitella che andava a cavallo, aggiungo io, viste le gambe arcuate!
IL PONTE DELL' A R C O B A L E N O
Per chi ci crede, ma anche per chi non ci crede e può essere meno triste conoscendo questa storia...
Le tribù degli Indiani d'America si sono tramandati per secoli questa leggenda, dedicata a tutte le persone che soffrono per la morte di un loro caro amico, che sia umano o non umano.
"Lassù nel cielo c'è un luogo chiamato Ponte Dell'Arcobaleno. Quando muore un'amico peloso che è stato amato da qualcuno, questi sale su fino al Ponte dell'Arcobaleno, dove ci sono prati e colline a disposizione dei nostri amici, i quali possono correre e giocare assieme.
C'è tanto cibo, tanta acqua, c'è tanta luce solare, ed i nostri amici sono al calduccio e a proprio agio. Tutti gli animali che si sono ammalati ritrovano la salute ed il vigore, quelli che sono stati feriti tornano intatti e forti, proprio come ce li ricordiamo quando li sogniamo ricordando i bei giorni passati assieme.
Gli animali sono felici e contenti, salvo per una cosa: manca loro qualcuno che è stato veramente speciale per loro, dal quale hanno dovuto separarsi. Tutti loro corrono e giocano insieme, ma per ognuno di loro arriva un giorno in cui si fermano e guardano lontano all'orizzonte.
I loro occhi lucenti sono all'erta, i loro corpi palpitanti. Allora si staccheranno dal gruppo, volando sull'erba verde, con le zampe che li condurranno sempre più velocemente.
Vi hanno avvistato, vi hanno riconosciuto. Voi ed il vostro amico del cuore vi ritroverete, per non separarvi mai più. Una pioggia di baci vi ricoprirà il viso, la vostra mano potrà accarezzare di nuovo l'adorata testolina, e potrete guardare di nuovo negli occhi il vostro amico del cuore, che è stato fisicamente lontano da voi ma non è mai stato lontano dal vostro cuore.
E allora attraverserete insieme il Ponte dell'Arcobaleno..." - Autore Ignoto - Traduzione di Annalaura dal testo in inglese della leggenda indiana.
|