MISTERI
I monumenti della natura: i ciciu del Villar
Funghi di terra e di pietra, nella bella stagione appaiono come pinnacoli rossastri caratterizzati da un buffo cappuccio scuro; d'inverno si trasformano in suggestivi funghi che emergono dalla neve

Sono i "ciciu" (che in dialetto piemontese significa "fantocci") di Villar S. Costanzo, presso Dronero (Cuneo).
Il nome scientifico di questa particolare formazione geologica è "piramide di erosione" ma, a seconda della regione in cui si trova e per il suo aspetto goffo e poco slanciato che la fa assomigliare a volte a piccoli uomini col cappello, altre a enormi funghi policromi o a signorine con la cuffia, assume spesso nomi curiosi e pittoreschi (Piramidi delle Fate, Madamigelle, Omeni, Funghi di Terra, Demoiselles coiffées , Testimoni, Pilastri...).
Nella riserva naturale di Villar San Costanzo oggi se ne contano, sparpagliati in mezzo ad una vegetazione di castagni, pioppi e betulle, più di 400, con un diametro variabile tra 2 e 7 metri e un'altezza che in alcuni casi raggiunge i 7 metri.
A causa del loro aspetto insolito, i ciciu sono da sempre al centro di dicerie e credenze. La leggenda più diffusa, tuttavia, narra che fossero soldati romani, qui pietrificati per aver osato aggredire San Costanzo.
Caratteristiche morfologiche dei Ciciu del Villar
I ciciu di Villar San Costanzo sono il residuo di una conoide alluvionale formata da depositi sabbiosi con inclusi numerosi massi di gneiss, una roccia metamorfica caratterizzata da bande grossolane di minerali alternativamente chiari e scuri.
Le piramidi di erosione sono caratterizzate da due porzioni:
· un GAMBO (o piramide di terra in senso stretto) costituito prevalentemente da sabbia
· un CAPPELLO nastriforme di gneiss.
Il gambo ha un diametro variabile tra 1 m e 7 m e mediamente si aggira attorno ai 3 m; l'altezza del gambo può raggiungere i 7 m ma generalmente non supera i 2 m.
Il cappello ha, invece, un diametro massimo attorno ai 2 m ma può raggiungere anche gli 8 m.
Spiegazione del fenomeno
La storia dei Ciciu del Villar ha origine circa 12.000 anni fa, al termine dell'ultima glaciazione.
Con lo sciogliersi dei ghiacciai dell'alta valle, rivoli d'acqua e torrenti iniziarono a scendere impetuosi verso valle. Uno di questi, il Faussimagna, scendendo dal Monte S. Bernardo, trascinava a valle grandi quantità di depositi rossastri, ricchi di materiale ferroso, che depositava non appena entrato in pianura.
La presenza di pareti rocciose fratturate, inoltre, dava origine ad eventi franosi intermittenti che staccavano dal Monte S. Bernardo grossi blocchi di gneiss.
Oggi questi blocchi sono i "cappelli" dei ciciu, mentre le terre rosse, deposte dal Faussimagna, formano l'edificio delle piramidi.
Ma quale evento dà il via alla formazione dei ciciu?
Una delle teorie sostenuta dai geologi mette in relazione la nascita dei ciciu ad un movimento tettonico che fece sollevare tutta la valle rispetto alla pianura sottostante, così che i corsi d'acqua, per giungere a valle, cominciarono a scavare dei profondi solchi.
Il Faussimagna iniziò, così, a scavare le terre rosse che aveva precedentemente depositato e le piogge cominciarono ad asportare, granello dopo granello, questi depositi.
Il fenomeno è ancora oggi in corso, malgrado il nostro occhio e la nostra esperienza, legate a tempi decisamente più rapidi, non possano rendersene conto.
Mentre alcune piramidi continuano a crollare, infatti, altre stanno nascendo grazie al lento lavorio delle acque.
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