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A quanti di noi è capitato di alzare gli occhi al cielo e ammirare l'infinito! Il mistero ci attrae …cosa si cela oltre la realtà che possiamo vedere? Tranquilli… questa mia nuova sezione, MISTERI D'ITALIA vola più basso, mi atterrò ai casi italiani, purtroppo… reali.

 

MISTERI D'ITALIA

Il mistero dell'accoltellamento del re Umberto I

Lite sull'anarchico che accoltellò il re. Rutelli: seppellitelo nel suo paese

Il cranio di Passannante conservato in formalina a Roma
Ma il sindaco di Savoia di Lucania attacca il ministro

ROMA - "È falso tutto, il discorso di questa lettera mi sconvolge, la verità è stata distorta". Il sindaco Rosina Ricciardi, primo cittadino di Savoia di Lucania, è molto decisa e combattiva. E' indignata, non si dà pace per la lettera che il ministro Rutelli ha inviato, non accetta di essere messa sotto accusa. "Non ho mai ostacolato il ritorno dei resti di Passannante. Anzi, tutto l'iter è iniziato da me".

Un fantasma si aggira nel piccolo centro della Basilicata e nelle stanze romane, è quello di Giovanni Passannante, l'anarchico che nel 1878 tentò di uccidere Umberto I con un coltellino da otto soldi, condannato, fu sepolto vivo in una cella dove per gli atroci tormenti impazzì. Morì in un manicomio. La vendetta però non finì lì. Fu decapitato, il cervello e il cranio, studiati in omaggio alle teorie lombrosiane, furono tenuti nella formalina e vengono tuttora conservati in un museo di Roma. Ma è come se l'anarchico, il cui corpo fu dato in pasto ai cani, non si fosse mai arreso.

Sono state molte le iniziative perché i resti potessero riposare nel suo paese, che all'epoca, per punizione, fu privato del nome: da Salvia a Savoia di Lucania. Ora è intervenuto anche il ministro dei Beni Culturali Rutelli a chiedere con una lettera al sindaco che questa triste storia si concluda e la vendetta feroce di cui fu vittima l'anarchico abbia termine. "È mia convinzione che sia un dovere improcrastinabile dare pace ai resti terreni di Passannante. Il Museo Criminologico di Roma è da tempo pronto a consegnare la testa perché sia sepolta".

Per Rutelli la vicenda "sta assumendo contorni non più tollerabili in un paese civile, sia dal punto di vista politico che umano. Ritengo doveroso trovare una soluzione degna di un paese ad alta civiltà giuridica quale è l'Italia, non dimenticando che nella vicenda sono coinvolti anche alcuni giovani discendenti dello stesso Passannante che hanno sottoscritto un appello che mi hanno trasmesso". Il ministro conclude la sua lettera al sindaco di Savoia di Lucania, chiedendo di "procedere nell'immediato a dare una risposta saggia ed equa" e che "la pietas non dovrebbe mai essere occultata da motivazioni ideologiche".

La lettera è giunta al sindaco che ci tiene a spiegare: "Non c'è nessun ostacolo al rientro, tutta questa vicenda contro di me è nata nei teatri di Roma dove un attore, Ulderico Pesce, ha portato un lavoro teatrale finanziato grazie ad un progetto nato qui, perché a noi interessava far conoscere questa storia". Anche il sindaco vuole far tornare Passannante a casa. "Noi chiediamo che i resti stiano nel castello ma chiedo un aiuto al ministro Rutelli perché i lavori di ristrutturazione procedono lentamente".

Il sindaco Rosina Ricciardi dice anche di aver invitato la famiglia di Passannante per dimostrare, carte alla mano, come ci sia un impegno preciso da parte del comune. Solo su una cosa il sindaco non è d'accordo: che Savoia di Lucania torni a chiamarsi Salvia. "Non sono favorevole ma nessuno lo è qui, siamo nati in Savoia indipendentemente dalla storia". Una storia che non è ancora finita.


( 24 marzo 2007 )


 



 

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