MISTERI D'ITALIA
Il mistero della clonazione
La clonazione
di Marika De Acetis
Mentre l'opinione pubblica è dibattuta sulla legittimità di questo tipo di sperimentazioni, nel 1998 si parla già dei primi esperimenti di clonazione umana riusciti.
 La clonazione animale è diventata argomento comune di discussione da quando nel 1996 è stata annunciata la nascita della prima pecora clonata, Dolly.
La scienza ancora una volta corre molto veloce verso il progresso, e non è sempre facile capire il perché di determinate scelte.
In questo dossier verranno indagati gli aspetti applicativi, etici e legislativi di questa tecnica che può, in realtà, offrire molto se adeguatamente utilizzata.
Cosa vuol dire clonare
Il termine clonare deriva dal greco klon che corrisponde all'italiano germoglio. In particolare viene utilizzato per indicare la generazione, in maniera asessuta, di individui geneticamente identici ad uno stesso progenitore.
La clonazione è una pratica molto comune in agricoltura, dove le piantine che vengono prodotte per il commercio sono essenzialmente dei cloni di una pianta madre che presenta le caratteristiche desiderate. Inoltre la produzione di cloni avviene in natura anche senza l'intervento dell'uomo, come nel caso dei gemelli monozigoti.
Pertanto un organismo generato per clonazione possiede un unico genitore e il suo DNA non è il risultato del rimescolamento dei geni che avviene durante la fecondazione.
In natura si ottengono cloni tutte le volte che si è di fronte a casi di partenogenesi.
Un esempio è la fissione binaria dei batteri in cui ogni microrganismo da origine a due batteri figli identici fra loro semplicemente duplicando il proprio DNA e dividendosi in due cellule identiche.
Questa metodica di riproduzione presenta lo svantaggio, rispetto a quella sessuata, di non permettere il rimescolamento dei geni utile per generare organismi con nuove caratteristiche che possono dare dei vantaggi di sopravvivenza e riproduzione.
Il riassortimento genico, insieme agli eventi di mutazione del DNA e alla pressione selettiva dell'ambiente è alla base dell'evoluzione degli organismi pluricellulari. L'evoluzione dei batteri invece può avvenire solo in seguito a modifiche del DNA operate attraverso agenti esterni, come gli UV.
Questo è quello che accade anche agli organismi clonati, sono identici fra loro dal punto di vista genetico, ma possono avere delle differenze che derivano dall'ambiente in cui vivono.
Infine, con il termine clonazione ci si riferisce anche alla riproduzione di un tessuto od organo in vitro nell'ambito della medicina autologa rigenerativa.
Perchè clonare?
Le motivazioni che hanno spinto i ricercatori a mettere a punto le tecniche di clonazione sono molteplici.
Questa tecnica rappresenta un piedistallo di partenza per moltissime applicazioni, in cui si richiede la generazione di individui identici a esemplari adulti.
Le motivazioni principali, alcune di queste esaminate più avanti in dettaglio, riguardano:
- clonazione per ricerca, per capire cosa succede al DNA quando un organismo diventa adulto o invecchia, e perché è possibile tornare indietro
- clonazione per ottenere batterie di animali con determinate caratteristiche per l'industria alimentare
- clonazione degli animali da compagnia, un grosso business che si sta delineando
- clonazione degli animali in estinzione
- clonazione dell'uomo (o meglio dei suoi tessuti e organi) ai fini terapeutici
- clonazione dell'uomo a scopo riproduttivo
Alcune di queste motivazioni sono ritenute legittime da tutti, o quasi, se non doverose, come ad esempio la clonazione degli animali in via di estinzione, mentre altre si scontrano con forti motivazioni etiche, come la clonazione umana.
I cloni in giro per il mondo...
Diversi animali sono stati finora clonati, sia a scopi puramente di ricerca che per impedire l'estinzione di alcune specie.
La tecnica della clonazione dal punto di vista tecnico non è difficile ma non tutti gli animali sono facili da clonare.
Non a caso, infatti, il primo animale clonato è stato una pecora e non un cane, nonostante i 5 milioni di dollari messi a disposizione da un facoltoso texano ad una ditta americana affinché sviluppassero una tecnica che permettesse di clonare il suo cane.
I dati attualmente disponibili sembrano dimostrare che gli ovini e gli altri animali da fattoria, come i maiali, i bovini e le galline, siano più proni ad essere clonati rispetto agli animali domestici, come il cane e il gatto, che di fatto, nonostante le ricerche in corso continuino con una certa intensità, non sono ancora stati clonati.
La stessa cosa vale per gli animali selvatici, alcuni di queste come il gaur, rarissimo bovino asiatico, sono stati già clonati, mentre finora sono risultati vani gli sforzi nel caso del Panda.
I casi giornalistici
L'immaginario collettivo è rimasto molto colpito dagli eventi scientifici sulla clonazione che hanno popolato per lungo tempo le trasmissioni televisive nonchè le copertine dei giornali.
La clonazione sicuramente è una tecnica che richiama alla mente romazi e film, anche di vecchissima data, perciò tutto questo rumore non sorprende.
Quello che è degno di nota, è che oltre ai "normali casi scientifici" ogni tanto qualcuno trova il modo di sfondare sulle copertine dei giornali per eccentricità.
E questo è sicuramente il caso del Prof. Antinori e dei raeliani, che per motivi diversi vorrebbero clonare l'uomo.
Ma a clonare le cellule umane per il momento pare ci sia riuscita in maniera efficace solo l'Advanced Cell Technology, una start up americana.
Infine di grande interesse per i risvolti di questa tecnologie è l'analisi della salute dei cloni, di cui molto si è parlato e che stà influenzando le decisioni legislative dei grandi organi di controllo.
La legislazione italiana
La legge 145/2001 ratifica la Convenzione di Oviedo.
L'Ordinanza del Ministero della salute del 5 marzo 1997, prorogata fino a dicembre 2001, vieta la clonazione animale e umana, tranne nel caso di animali transgenici per produrre farmaci "innovativi" o per la riproduzione di specie animali a rischio di estinzione.
 E' morta Dolly, la pecora che stupì la scienza
Nata sei anni fa in un istituto di Edimburgo con la prima tecnica di clonazione applicata ad un animale, è stata soppressa dopo aver diagnosticato un'irreversibile malattia polmonare
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