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A quanti di noi è capitato di alzare gli occhi al cielo e ammirare l'infinito! Il mistero ci attrae …cosa si cela oltre la realtà che possiamo vedere? Tranquilli… questa mia nuova sezione, MISTERI D'ITALIA vola più basso, mi atterrò ai casi italiani, purtroppo… reali.

 

MISTERI D'ITALIA

Il grande mistero della scatola magica

Com'è nata la televisione

di Paola Cuneo

Chi ha inventato la televisione? Alcuni degli eventi e delle persone più importanti che hanno contribuito allo sviluppo dell'amata-odiata “scatola magica”

Possiamo dire che non esiste un unico inventore della televisione, perché questa invenzione, come molte delle creazioni umane degli ultimi secoli, è il risultato del lavoro di diversi uomini, la somma di scoperte fatte lungo decadi per vie diverse e a volte fortuite. In questo dossier percorreremo la storia di questo oggetto e di chi ha lavorato al suo sviluppo

Nasce la televisione

I primi tentativi di inviare immagini in movimento si possono attribuire al francese Maurice Le Blanc, che nel 1880 inventò un trasmettitore di immagini proiettate su uno schermo da una lanterna magica. L'immagine da trasmettere veniva analizzata punto per punto da uno specchio oscillante e trasformata in segnali elettrici che all'arrivo facevano oscillare uno specchio analogo sul quale un'altra lanterna magica proiettava un fascio luminoso. Con questo sistema egli mostrò anche che immagini statiche mostrate in rapida successione danno all'occhio l'impressione di movimento, principio su cui si basano proprio il cinema e la televisione. La grande complessità del marchingegno di Le Blanc, però, non gli permise mai di realizzare in modo soddisfacente questo ingegnoso procedimento.

Parallelamente negli stessi anni si pensò a sfruttare le proprietà fotoelettriche del selenio , l'elemento chimico scoperto nel 1817 che poteva essere utilizzato per trasformare gli impulsi luminosi in elettrici.

Il problema di analizzare punto per punto l'immagine da trasmettere venne risolto in modo efficace dallo scienziato russo-tedesco Paul Nipkow . Il suo apparecchio consisteva in un disco dotato di una serie di fori disposti a spirale che, ruotando a grande velocità, trasformava l'immagine di un oggetto che gli stava di fronte in una successione di impulsi luminosi. Questi impulsi andavano a colpire delle fotocellule di selenio e venivano trasformati in segnali elettrici, che potevano essere inviati lungo un cavo. L'immagine veniva ricostituita all'arrivo grazie ad un disco analogo dotato di lenti e ad un tubo al neon. Il dispositivo, brevettato nel 1884, verrà sviluppato per costruire i primi apparecchi televisivi solo molti anni dopo.

Per avere le prime trasmissioni, infatti, bisogna aspettare il 20esimo secolo.

La prima televisione è realizzata proprio utilizzando il sistema di Nipkow, dall'ingegnere scozzese John Logie Baird, che la battezza Radiovision . Baird inizia le sue sperimentazioni intorno al 1923 e nel 1925 è il primo al mondo a fondare una società televisiva. Con le apparecchiature di Baird nel 1927 l'ente radiofonico inglese BBC realizza la prima stazione televisiva, in grado di trasmettere grazie alle onde radio immagini formate da 30 linee ciascuna fino a 20 chilometri di distanza.

Le prime immagini teletrasmesse

Il primo apparecchio in grado di trasmettere le immagini a distanza viene realizzato addirittura prima di quello per trasmettere i suoni. Si tratta di uno strumento in grado di inviare immagini fisse e non in movimento, ma viene costruito prima del telefono, che fu il primo mezzo di telecomunicazione della voce.

Quello che potremmo chiamare il primo “fax” effettivamente utilizzato, si chiamava pantelegrafo e fu realizzato dall'abate piemontese Giovanni Caselli, trasferitosi in Francia dopo la metà dell'Ottocento. Il suo sistema richiedeva di disegnare l'immagine o il testo da trasmettere su un sottile foglio metallico con uno speciale inchiostro isolante. Il foglio veniva percorso avanti e indietro da una punta metallica collegata ad un pendolo, facendone la scansione. Il circuito elettrico che collegava la stazione trasmittente a quella ricevente era fatto in modo tale che quando la punta toccava il foglio, nessun segnale elettrico veniva trasmesso, mentre quando la punta passava sull'inchiostro isolante, una piccolo impulso viaggiava lungo il filo di trasmissione. Arrivando ad una punta metallica posta all'altro capo del filo, questo impulso provocava una scintilla che anneriva il foglio di carta sensibile posto sotto. Grazie al movimento sincronizzato delle due punte, l'immagine veniva così ricostruita identica all'arrivo.

Il sistema inventato da Caselli fu sostenuto da Napoleone III, che finanziò la costruzione di una linea fra Parigi e Lione. Anche il governo cinese si mostrò molto interessato al progetto, perché, contrariamente al telegrafo Morse, il pantelegrafo di Caselli permetteva di trasmettere anche gli ideogrammi. In Europa però le brillanti ricerche di Caselli si conclusero con la caduta a Sedan dell'imperatore francese, loro principale sostenitore economico e politico.

Lontano nello spazio e nel tempo

Il primo grande evento trasmesso in diretta furono i giochi olimpici di Berlino del 1936. In quell'occasione la Bosch realizzò anche il primo studio televisivo con tre telecamere, le cui riprese venivano mixate dal regista. Anche in Italia prima della Seconda Guerra Mondiale si fecero delle trasmissioni sperimentali e la Magneti Marelli produsse il primo televisore nazionale. In Inghilterra allo scoppio della guerra le trasmissioni erano già ben avviate ed esistevano 20-25.000 televisori sparsi sul territorio, mentre negli Stati Uniti le trasmissioni regolari iniziarono solo nel 1939 con un numero di apparecchi che raggiungeva appena le 10.000 unità.

La guerra bloccò le sperimentazioni in Europa, mentre gli Stati Uniti nel frattempo perfezionarono i loro sistemi di trasmissione e ricezione.

Fino ai primi anni '50 i programmi però venivano realizzati e trasmessi soltanto in diretta: non esisteva alcun modo per registrare le immagini. La quantità di informazione necessaria per registrare un'immagine in movimento è infatti molto più grande di quella necessaria, ad esempio, per incidere un brano musicale. La tecnologia di registrazione doveva essere quindi sostanzialmente diversa. Il primo videoregistratore professionale venne realizzato e presentato nel 1956 dalla società americana Ampex, fondata e diretta dall'ingegnere russo Alexander Poniatoff. Per aumentare la densità di informazione registrabile sul nastro magnetico, Poniatoff combinò la velocità di scorrimento del nastro con quella di rotazione delle testine. Il 30 novembre 1956 fu realizzata con l'apparecchio della Ampex la prima registrazione di una trasmissione televisiva, il programma “Douglas Edwards and the News”, trasmesso in differita nelle varie zone degli Stati Uniti.

 

 

 

 

 

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