Controcorrentesatirica.com

menu sinistra
 
 
 
 
     
     
  Oh Palestina  
  Analisi del conflitto Mediorientale. Materiale estratto dai libri dei più grandi giornalisti  
     
 

Premessa

 
     
  Colloquio illuminante    
     
  Chi è l'antisemita?  
     
  Israele e gli omicidi extragiudiziali  
     
  Israele e il terrorismo militare: Scudi Umani  
     
  Foto che raccontano più di mille parole  
     
     
   
     
     
  Oh America  
  Analisi della politica estera occidentale. Materiale estratto dai libri dei più grandi giornalisti  
     
  Premessa  
     
  Indietro nel tempo: 1949  
     
  "Arrivo a Peshawar" di Tiziano Terzani  
     
  "Peshawar"
di Tiziano Terzani
 
     
     
   
     
     
  essere comunisti   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
     

Sfratti, colpiti in 600mila.
Ferrero: abbiamo poco tempo

Da l'Unità 26 ottobre 2006

 

La prima grave sconfitta del centrosinistra al Senato, avvenuta sul decreto sugli sfratti e tutta politica, cioè legata ai giochi di palazzo tra maggioranza e opposizione, si abbatterà in modo indiscriminato su 600mila persone. Una bella fetta della società, quella più debole ed esposta al rischio della povertà. A beneficiare della sospensione degli sfratti, fissava il testo bocciato, sarebbero stati «i nuclei familiari non morosi, che abbiano un reddito annuo non superiore a 27mila euro e in cui siano presenti figli a carico, o ultrasettantenni, o malati terminali, o disabili oltre il 66%».

Numeri alla mano, si calcola che siano 200mila le famiglie a rischio, circa 600mila persone in tutta Italia. Un emergenza senza fine. Secondo una recente ricerca di Federcasa, su circa 4 milioni di famiglie che vivono in affitto, un quarto di queste sono sotto la soglia di povertà relativa e spende il 35% del reddito solo per l´affitto. Gli iscritti nelle graduatorie delle case popolari sono oltre 600mila e il 70% degli sfratti è per morosità. In soldoni più di 30mila famiglie non hanno redditi a sufficienza per l´affitto. Numeri che non lasciano scampo e danno la dimensione del problema. A Firenze sono circa 2000 le famiglie sotto sfratto, non morose, con anziani, invalidi e minori. A Roma, gli sfratti pendenti sono 2709 (più precisamente 1477 con all'interno ultra 65 anni, 591 con invalidità e 641 con minori). Sono circa 1.000 invece a Milano le famiglie che rischiano di finire sulla strada.

L´opposizione alla cieca del centrodestra, che prescinde dai contenuti e dall´urgenza effettiva del provvedimento, è animata unicamente dalla volontà di rivalsa di Berlusconi. Ma questo avviene sulle spalle di anziani soli o di portatori di handicap a tutela dei quali il provvedimento bocciato interveniva. «Nel decreto sugli sfratti non c'era solo il blocco degli sfratti – dice il ministro per le Politiche per la famiglia, Rosy Bindi -, ma anche un preciso impegno a rilanciare la casa come bene di consumo e d'uso per la famiglia italiana, per i nostri giovani e per i nostri anziani. Non lasceremo cadere sicuramente questa parte e troveremo una soluzione per impedire un'ingiustizia così forte».

«La destra ha preferito un proprio calcolo politico che non produrrà alcun risultato pratico disinteressandosi del problema sociale che si apre nel paese», afferma il ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero. «Il decreto permetteva una gestione diciamo "tranquilla" di un problema sociale drammatico. Ora dovremo affrontare questa emergenza in maniera diversa».

Quanto al futuro, dice Ferrero, «stiamo valutando tre possibilità diverse: riproporre un decreto legge con alcune modifiche, presentare un disegno di legge, oppure introdurre alcune misure nella finanziaria». La scelta per l'esecutivo rimane però difficile: ripresentare il provvedimento significa ovviamente modificarlo fortemente. Il voto di mercoledì ha decretato l´incostituzionalità della tutela rafforzata delle fasce più deboli e soprattutto il piano casa collegato al rilancio dell´edilizia popolare. Parti che per motivi regolamentari dovranno essere escluse da un possibile nuovo decreto legge.

Per questo si lavora anche a un ddl da collegare alla finanziaria, ma i tempi sono stretti e sarebbe necessario un serio accordo con l´opposizione per farlo approvare nei tempi giusti. Quest'ultima strada ha però il grave handicap - come ha spiegato il ministro Ferrero - di lasciare campo libero agli sfratti in tempi brevi, «dato che è difficile che un disegno di legge possa essere approvato in pochi giorni». Si «deve evitare che questi problemi di disagio sociale diventino problemi di ordine pubblico», ha aggiunto Ferrero. Una situazione politicamente e socialmente difficile per l´imponente numero delle famiglie coinvolte (200mila, come detto).

Il governo ha ancora qualche giorno per decidere se riproporre un decreto sugli sfratti, o passare ad un disegno di legge. Anche se un decisione sarà presa nelle prossime ore, anche entro venerdì. «Il decreto non decadrà fino a quando non sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'esito della votazione del Senato», ha spiegato il ministro. «Tra oggi e romani mattina si dovrebbe avere la decisione», ha concluso.

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

   

     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Controcorrentesatirica.com