COMMENTO DI SIBILLA sul conflitto arabo-israeliano
Avevo deciso di non occuparmi della guerra “infinita” ISRAELE-PALESTINA in questa sezione, perché lo ritenevo un conflitto troppo complicato da contraddizioni e poteri forti per poterlo analizzare. Ma nelle ultime settimane sono rimasta sconvolta dal fatto che Israele, a mio parere, abbia perso il rispetto per la vita… altrui e dei propri figli.
Penso che ognuno abbia le proprie ragioni, sia israeliani che palestinesi, e quindi non giudico né gli uni né gli altri… ma credo si stia raggiungendo un degrado morale troppo avanzato.
Oggi leggendo "Internazionale", ho trovato un articolo di un grande giornalista israeliano, che incontra il mio pensiero… avrei potuto non pubblicarlo? Ci si può esimere dall'esprimere giudizi su una guerra, ma sull'ottusità delle persone no... credo che sia giunto il momento di fermarsi e riflettere, da una parte e dall'altra.
Nella pagina successiva ho pubblicato anche un suo ritratto. Leggi…
Articolo tratto da Internazionale del 10/16 novembre 2006 GIDEON LEVY, HA'ARETZ, ISRAELE Gaza, il disonore delle armi
A Beit Hanun l'esercito d'Israele ha ucciso decine di palestinesi. Nell'indifferenza dell'opinione pubblica e dei giornali
A BEIT HANUN, NELLA STRISCIA DI GAZA, è in corso un bagno di sangue. Le forze armate israeliane (Tsahal) hanno ucciso almeno 74 persone in 7 giorni, e l'opinione pubblica israeliana sbadiglia d'indifferenza. Ai suoi uomini, che in una giornata hanno ucciso 12 persone, un comandante di brigata ha detto: "Avete vinto 12 a O". Sul volto dei soldati è spuntato un sorriso. Ecco il livello morale che abbiamo raggiunto: la vita umana ha perso ogni valore. Lo ha dimostrato la bocca troppo grande del generale di divisione Elazar Stern, capo della direzione del personale delle forze armate, a cui ogni tanto capita di dire la verità: "Alcuni dei fallimenti registrati durante la : guerra del Libano", ha dichiarato alla tv israeliana Canale 7, "si devono all'eccessiva sensibilità del nostro esercito nei confronti della vita umana. Non deve più accadere".
Chi uccide oltre mille libanesi e 300 palestinesi nel giro di pochi mesi per motivi discutibili non ha il diritto di parlare di sensibilità nei confronti della vita umana. Il fatto che nessuno abbia protestato contro la guerra dimostra che, dopo aver perso ogni rispetto per la vita altrui, stiamo perdendo anche quella perle vite dei nostri figli che cadono invano.
Dagli omicidi mirati in poi
Ne abbiamo fatta, di strada, da quando si parlava della "purezza delle armi" e da quando andavamo fieri del fatto che noi, a differenza degli arabi, cercavamo di non uccidere i civili innocenti. E così siamo arrivati allo shock della seconda guerra del Libano. Non solo il numero delle persone uccise da Israele è dieci volte maggiore del numero di persone uccise da Hezbollah, ma il numero dei soldati uccisi da Hezbollah è il triplo di quello dei civili israeliani uccisi dai miliziani, mentre il numero dei civili libanesi uccisi da Israele è circa il triplo di quello degli uomini di Hezbollah uccisi. E allora, chi ha le armi più pure? Un giornalista del Guardian che vive nel nostro paese è rimasto sconvolto dal fatto che in Israele non ci sia stato un dibattito pubblico su queste cifre.
Il degrado morale di oggi è cominciato con gli omicidi mirati nei Territori. All'inizio si poteva ancora discutere della loro giustezza e legalità, e si limitavano - almeno in teoria - alle "bombe già innescate". Pian piano il progetto omicida è cresciuto, fino a raggiungere proporzioni mostruose. In questi ultimi mesi non è passato giorno senza che a Gaza fosse ucciso qualche palestinese. Abbiamo un premier che, invece di chiedere perché, si vanta davanti al parlamento dei "300 terroristi" morti nel giro di quattro mesi, come se uccidere fosse una grande conquista. Nessuno ha chiesto chi fossero quelle vittime, se meritassero davvero di morire, né quali vantaggi tragga Israele da queste uccisioni indiscriminate. Al di là del numero spaventoso di civili uccisi, comprese decine di donne e bambini, faremmo bene anche a chiederci se ogni persona che gira annata per Gaza - e sono decine di migliala - meriti davvero la pena di morte senza processo.
Nubi d'autunno
Le forze armate israeliane hanno operato per giorni nella cittadina di Beit Hanun. A sentir loro, l'operazione Nubi d'autunno sarebbe diretta contro chi lancia razzi kassam sulla cittadina israeliana di Sderot. Negli ultimi tempi sono stato due volte a Beit Hanun, in casa della famiglia Abu Ouda: la prima quando l'abitazione della famiglia è stata distrutta da un proiettile d'artiglieria, la seconda quando i soldati hanno ucciso il padre, il figlio e la figlia. E questo è avvenuto prima ancora che l'operazione cominciasse.
In che modo la stampa israeliana scrive di Nubi d'autunno? Il 3 novembre su Maariv ci voleva la lente d'ingrandimento per trovare un accenno all'uccisione di 10 palestinesi. Lo stesso vale per Yedioth Ahronoth. I due giornali più venduti del paese si sono disumanizzati. Inutili operazioni per ripristinare l'onore perduto dell'esercito non suscitano alcun dibattito e nessuno confronta l'entità dei danni fatti dai razzi kassam e le devastazioni provocate a Gaza, dove un milione e mezzo di persone sono ingabbiate tra miseria e fame.
Queste operazioni non fermeranno i kassam, che vengono lanciati per ricordare a noi e al mondo la triste sorte degli abitanti di Gaza, a cui nessuno farebbe caso se non fosse per i kassam. L'unico modo per fermarli è metter fine al boicottaggio, sedersi al tavolo delle trattative e trovare un accordo. Altrimenti diventeremo del tutto insensibili alla perdita di vite umane a Gaza, e presto anche in Israele. Ricordate le parole del generale Stern.
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