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Robert Fisk

ROBERT FISK

Nato e cresciuto in Inghilterra, vive attualmente a Beirut. Possiede il titolo di Ph. D. in Scienze Politiche rilasciato dal Trinity College di Dublino ed ha ricevuto la laurea H.C. in Giornalismo dall'Università di Lancaster.

Dal 1971 al 1975 è stato il corrispondente del Times a Belfast.
Dal 1976 in poi è stato corrispondente dal Medio Oriente, attualmente per The Independent, quotidiano londinese.

Nei suoi reportage da questa regione ha documentato l'invasione del Libano da parte di Israele (1978-82), la rivoluzione in Iran (1979), la guerra tra Iran e Iraq (1980-88), l'invasione sovietica dell'Afghanistan (1980), la guerra del Golfo (1991), la guerra in Bosnia (1992-96) e il conflitto in Algeria (dal 1992 in poi).

Per la sua attività ha ricevuto i seguenti riconoscimenti:

"Overall Media Award" di Amnesty International nel 1998

"British International Journalist of the Year Award" (7 volte, l'ultima nel 1996)

Il premio "Johns Hopkins SIAS-CIBA" per il giornalismo internazionale nel 1996

"United Nations Press Award" nel 1986

Opinionista e corrispondente da Beirut del quotidiano britannico The Independent, Robert Fisk è un esperto di questioni mediorientali. Ha intervistato tre volte Osama bin Laden. E' considerato da molti una delle più importanti firme del giornalismo britannico.  In un articolo pubblicato sull'Independent il 25 febbraio Fisk analizza lo stato di libertà di alcune delle maggiori testate giornalistiche americane, a cominciare dalla Cnn, la tv all news più importante del mondo, in cui è stato approvato proprio in vista del conflitto in Iraq un nuovo sistema di "approvazione degli scritti", uno strumento, ritiene Fisk, che fa capire all'opinione pubblica quanto poco il Pentagono avrà da temere dalla stampa Usa. Ecco alcuni estratti dell'articolo.

"Come le notizie saranno censurate ".

La stampa americana ha già espresso la sua approvazione per come ci si occuperà delle forze americane alle quali i militari Usa intendono affiancare i suoi reporter nella prossima guerra del Golfo. I ragazzi della Cnn, Cbs, Abc e del New York Times saranno "sistemati" tra i marines Usa e la fanteria.

Il grado di censura non è stato ancora definito. Ma non importa quanto il Pentagono dovrà tagliare dagli articoli dei reporter. Un nuovo sistema, all'interno della Cnn, di approvazione degli scritti  - è stata data istruzione ai giornalisti di inviare tutte le copie dei loro pezzi ad anonimi funzionari ad Atlanta per essere sicuri che siano adeguatamente inoffensivi - suggerisce che il Pentagono e il Dipartimento di Stato non hanno nulla di cui preoccuparsi. Né ce l'hanno gli Israeliani.

Leggendo un nuovo documento della Cnn,  "Promemoria della prassi di approvazione degli scritti" ("Reminder of Script Approval Policy"), viene a mancare il respiro. "Tutti i reporter che lavorano agli articoli devono presentarli per l'approvazione...Tutti i lavori redatti fuori da ashington, Los Angeles o New York, inclusi tutti gli uffici internazionali, devono pervenire al ROW di Atlanta per essere approvati".

Il messaggio è datato 27 Gennaio. Il ROW è il motivo del contendere di coloro che editano un articolo in Atlanta, i quali possono insistere sul cambiare o "equilibrare" i dispacci dei reporter. "Uno scritto non è approvato per essere messo in onda se non porta il marchio dell'approvazione da parte di un direttore autorizzato e duplicato per l'ufficio copie...Quando uno scritto è aggiornato deve essere approvato di nuovo, preferibilmente dall'originaria autorità approvante".

La Cnn, naturalmente, non è sola in questa forma "paranoide" di giornalismo. Altri network americani operano con simili sistemi antigiornalistici. E la colpa non è dei reporter. La squadra della Cnn può essere accusata di usare clichés  indossare costumi militari - vedrete nella prossima guerra - ma si sforzano comunque di far venire fuori la verità. La prossima volta invece avranno ancora meno chance.


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