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Cecenia

Anna Politkovskaja, oggi

Indagini confuse. Giornalisti minacciati. Ma qualche speranza per la libertà di stampa in Russia forse c'è. Grazie alle donne

UN ANNO FA VENIVA ASSASSINATA la giornalista russa Anna Politkovskaja. Scriveva per la Novaja Gazeta, il principale giornale d'opposizione in Russia. Aveva solo 48 anni. Era stata minacciata per la tenace determinazione con cui aveva condotto le sue inchieste sulla guerra in Cecenia.
Ma Anna, come ha scritto un suo collega poco dopo l'omicidio, era convinta che il destino le avesse assegnato una missione: raccontare a tutti la verità su quello che stava succedendo in Cecenia.

Quando è stata uccisa, Anna Politkovskaja stava lavorando a un articolo sui civili ceceni torturati dai miliziani del filorusso Ramzan Kadyrov, che nel frattempo è diventato presidente della Cecenia.
In un editoriale pubblicato subito dopo l'omicidio, i redattori del giornale hanno preso questo solenne impegno: "Finché esisterà la Novaja Gazeta, gli assassini non dormiranno sonni tranquilli".
Quattro giorni dopo la morte di Anna, il giornale ha pubblicato il suo articolo incompiuto, accompagnato dalle foto delle vittime delle torture in Cecenia.

Indagini inquinate

A settembre il procuratore generale di Mosca ha annunciato l'arresto di dieci persone, tra cui alcuni ex poliziotti e un ufficiale dei servizi segreti. Tuttavia, a un anno di distanza, il vergognoso assassinio di Politkovskaja resta senza colpevole.
Il coraggioso direttore del giornale, Dmitrij Muratov, che all'inizio aveva perfino collaborato alle indagini, è oggi convinto che le speranze di fare giustizia si siano drasticamente ridotte a causa dei depistaggi.
Il giornale continua a condurre una sua inchiesta parallela. Se le indagini ufficiali sono quanto meno confuse, una è perfettamente chiara: Anna Politkovskaja è un esempio dell'importanza della verità e del coraggio nel giornalismo.

Dal 1992 a oggi sono stati assassinati 47 giornalisti russi e la grande maggioranza di questi omicidi è ancora senza colpevole. Oggi a difendere la libertà e l'indipendenza della stampa nelle province russe sono spesso donne.

In questo periodo così buio per la stampa libera del paese, in cui tanti giornalisti dei principali mezzi d'informazione moscoviti hanno un atteggiamento servile verso le autorità, si scorge tra i reporter russi qualche segno di solidarietà che fa ben sperare.

A maggio, per esempio, un'emittente televisiva della città siberiana di Tomsk, TV2, ha scritto una lettera aperta al presidente Putin in difesa della libertà di stampa. Nel giro di qualche giorno la petizione è stata firmata da oltre duemila giornalisti di quasi tutta la Russia.

Appello per la democrazia

II giornale di Anna Politkovskaja, la Novaja Gazeta, rimane la voce più critica nella Russia di Putin, ma ha pagato un prezzo molto alto per le sue inchieste sulla corruzione, le violazioni dei diritti umani e gli abusi di potere.

Oltre ad Anna, la vittima più recente, altri due suoi giornalisti sono stati uccisi: Igor Domnikov e Jurij Shchekochikhin. Eppure il direttore continua a battersi per la libertà di stampa e perché gli assassini dei suoi colleghi siano assicurati alla giustizia.
A novembre, nel corso di una cerimonia a New York, Muratov riceverà l'International press freedom award, il premio del Committee to protect journalists.

Nelle celebrazioni per Anna Politkovskaja si rischia di perdere di vista un aspetto ironico e al tempo stesso triste. Anna è stata uccisa nel ventesimo anniversario della glasnost, la politica di riforme voluta nel 1986 da Mikhail Gorbaciov, che ebbe il merito di favorire la libertà di stampa in Russia.

Oggi l'ex presidente sovietico è uno dei proprietari della Novaja Gazeta. In questo triste anniversario, ripenso alle parole che Gorbaciov ha detto apprendendo la notizia della morte di Anna Politkovskaja: "II suo assassinio è un brutale crimine contro il paese, contro tutti noi. Un colpo a tutta la stampa democratica e indipendente".

A tutti coloro che hanno a cuore la libertà di stampa e la democrazia: impegniamoci per fare in modo che la Novaja Gazeta continui a vivere e a svolgere la sua funzione di voce indipendente dell'opposizione. E anche per far sì che gli assassini di Anna Politkovskaja siano assicurati alla giustizia.

Katrina Vanden Heuvel, The Nation, Stati Uniti

Tratto da : Internazionale 714 del 18 0ttobre 2007

 

 

 

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