ENZO BIAGI
Primi anni
Nato da una famiglia di umili origini (padre aiuto magazziniere e madre casalinga), si dedica fin dall'infanzia al giornalismo e nel 1941 si iscrive nell'apposito ordine. Lavora per qualche tempo nel Resto del Carlino prima di essere chiamato alle armi: anti-fascista, Biagi non aderirà alla Repubblica Sociale Italiana e dopo l'8 settembre 1943 partecipa alla Resistenza unendosi ai partigiani operanti sul fronte dell'Appennino. Il 21 aprile 1945 entra trionfante a Bologna con le truppe alleate e annuncia, dai microfoni della radio locale, la fine della guerra.
Il dopoguerra
Nel secondo dopoguerra, e fino al 1952, è il critico cinematografico de Il Resto del Carlino. In quell'anno diviene direttore di Epoca, un settimanale che prima di altri si accorge dell'importanza della televisione. Nel 1961 Biagi si dimette da "Epoca" per passare alla Rai: nell'azienda di viale Mazzini assume la direzione del telegiornale e fonda "RT", il primo rotocalco televisivo. Del 1969 è Dicono di lei, programma TV in cui Biagi intervista personaggi famosi.
Dimessosi da direttore del telegiornale nei primi anni Sessanta per ragioni strettamente personali, Biagi rimane in Rai come semplice collaboratore, firmando alcune tra le pagine più belle del giornalismo televisivo italiano con programmi come "Mississippi: romanzo di un fiume", "Milano in una notte", "I misteri d'Italia", "Linea diretta" e reportage da ogni parte del mondo corredati da interviste con i personaggi più autorevoli delle varie epoche tra i quali ricordiamo lo sceicco Gheddafi e Sua Rabin e Lea Arafat. In quarantuno anni di onorabilissimo servizio televisivo, Biagi ha portato sullo schermo la sua esperienza nella carta stampata, dove è rimasto come critico cinematografico dell'Europeo, direttore del Resto del Carlino e firma di spicco del Corriere della Sera, di Repubblica e nuovamente del Corriere della Sera a causa di un diverbio avuto con la direzione di Repubblica sul finire del 1989.
Nel 1995 prende avvio la celebre trasmissione "Il Fatto" (eletta nel dicembre del 2002 il miglior programma trasmesso in cinquant'anni dalla Rai), un breve approfondimento quotidiano nel quale Biagi analizza e commenta con la sua solita verve i protagonisti e le vicende più importanti del giorno.
L'uscita di scena
Il il 18 aprile 2002 l'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi auspica, col cosiddetto editto bulgaro che Biagi, Santoro e Luttazzi fossero allontanati dalla RAI, in quanto avrebbero fatto un "uso criminoso" della tv pubblica. Dopo aver superato abbondantemente le 700 puntate, il 31 maggio 2002 va in onda l'ultima puntata de "Il Fatto", cancellato dai palinsesti.
In novembre gli offrono di tornare a condurre "Il Fatto", ma su Rai Tre (e non Rai Uno come in precedenza) e alle 18:53 (prima del TG3) ma Biagi rifiuta "per motivi personali".
Attualmente scrive sul settimanale L'Espresso e sul Corriere della Sera.
La letteratura
Tante sono le opere letterarie. Enzo Biagi pubblica più di ottanta libri con cui si aggiudica numerosi premi, tra cui il Bancarella. Tra le opere si ricordano "Testimone del tempo" (1970); "I come italiani" (1972); "La bella vita" (1996, intervista all'attore Marcello Mastroianni), "Come si dice amore" 2000 e "Storia d'Italia a fumetti" (varie edizioni dal 2002 ad oggi).
Curiosità
Enzo Biagi scrive il soggetto di una storia Disney Topolino e la memoria futura pubblicata su Topolino 2125 del 20 agosto 1996 . In questa storia Topolino viaggia indietro nel tempo con la macchina del tempo inventata da Zapotec e Marlin arrivando nell'anno 0, l'anno della nascita di Gesù.
|