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La più grossa rivista satirica che l'Italia abbia mai avuto, forse l'unica.
La tematica della rivista resta straordinariamente viva, e intatta la sua validità.
Scorrendo le pagine dell'Asino ripercorriamo la storia di ieri che coincide, purtroppo, con la storia dell'Italia di oggi: gli stessi eterni problemi, eternamente irrisolti (il Mezzogiorno, la mafia, il rapporto tra Stato e Chiesa, il celibato dei preti ecc. ecc.). L'incessante minaccioso ricatto del colpo di Stato, la corruzione e la colpevole inerzia dei governi, le prevaricazioni dell'autorità a danno del popolo "utile, paziente e bastonato".
Ed è sorprendente come questi temi politici e di costume, filtrati attraverso la sanguigna prosa di Podrecca e le geniali "tavole" di Galantara, balzino fuori da episodi e fatti di cronaca, magari del secolo scorso, e che pure giureremmo di aver letto nel giornale del mattino.
Guardate la vignetta qui sotto, sembrerebbe che sia stata disegnata stamattina, invece è del 1899!!!
Valutate voi se varrà la pena visitare ogni tanto questa sezione del sito.

1922

Uno dei crimini più clamorosi del fascismo fu la distruzione dell'Avanti! L'Asino in quell'occasione cambiò testata e assunse, solo per quel numero, il titolo dì "Pro Avanti!" Vi si trova la descrizione di "come avvenne il rogo," documentata da un ampio servizio fotografico. Ecco in sintesi quale era la situazione di quei giorni: "Venne il 4 corrente; il giorno in cui — avendo già occupato Palazzo Marino — i fascisti dovevano ad ogni costo incendiare la nostra sede. E vi riuscirono. Avendo lavorato per loro egregiamente l'autorità civile e militare, essi sapevano dare allegramente l'assalto al giornale senza incontrare resistenza alcuna da parte dei numerosi armigeri, posti a far da comparsa intorno alla nostra sede. Figurarsi che gli ufficiali erano fascisti, canticchiavano in coro 'Giovinezza' e qualcuno aveva dichiarato che non avrebbe mosso un dito per impedire l'assalto fascista [...] L'assalto decisivo, dopo alcuni falsi allarmi, fu sferrato alle 18,20 del 4 stesso. Gli assalitori guidali da squadristi milanesi erano in forze soverchianti: si dice che fossero oltre 500. In un attimo la nostra sede fu bloccata da tutti i lati e pure le vie adiacenti furono sbarrate da cordoni fascisti. Le truppe poste alla... difesa dell'Avanti! (150 bersaglieri e 60 carabinieri) rispettarono a puntino la consegna di russare." Questo numero straordinario dell'Asino, interamente dedicato alla distruzione del quotidiano socialista, ha tra le altre firme quella di Guido Mazzali.

BATTISTI IMPICCATO!

Cesare Battisti è stato impiccato a Trento.
Prigioniero di guerra , l'Austria non l'ha rispettato trascinandolo al capestro come volgare malfattore.
La notizia non potrà non commuovere da un capo all'altro l'Italia che vede sparire il più belloe puro simbolo di questa guerra di libertà, lui, socialista, patriota, soldato.

Il mondo saprà ancora, per l'atto compiuto, quanto le canaglie austriache siano fuori dall'Umanità. E non v'è italiano che non giuri di vendicare questo crudele assassinio.

Italiani a Trento!

TOLSTOI

Fu detto "l'ultimo santo." Ma santo ribelle.

Come santo, noi non lo amammo; lo amammo come ribelle.

Egli rappresentò il conflitto di un'anima grande con la società malfattrice

In lui si personificò la rivoluzione del popolo russo contro lo zarismo: tirannico, la semplice e naturale forza del lavoro agricolo contro la corrotta e prepotente oligarchia nobiliare, la divina aspirazione della pace e della fratellanza contro il militarismo bestiale e la teocrazia immonda.

Egli fu cristiano, perché adorò la poesia del cristianesimo primitivo, ma fulminò la Chiesa come soprastruttura iniqua e parassitaria di una generosa epopea.

Perciò fu dalla Chiesa ORTODOSSA scomunicato. Ecco la sua gloria che lo rende caro ai sovversivi ed ostico alla volgarità bottegaia del mondo borghese.

Se contro l'arte ch'egli ritenne vana combattè, seppe la virtù redentrice di un'arte sociale. Se contro l'amore ch'egli ritenne peccaminoso combattè, cantò inni all'amore che educa e rigenera. Se preferì il nichilismo mistico, l'anacoretismo ascetico, la rinnovazione individualistica alla lotta politica, sistematica, collettiva pure la sua utopia, la sua vita e la sua opera letteraria brillano di vivida luce morale.

Amò il povero, amò il contadino amò il popolo; odiò la tirannide odiò la guerra, odiò la Chiesa.

Fu religioso ed anticlericale. Salutiamo l'alta idea che passa con lui Maledizione al regime dell'ingiustizia.

Tutte le grandi potenze sono interessate a mantenere o a costituire una zona di influenza nell'Estremo Oriente. I rapporti sono particolarmente tesi tra la Russia zarista di Nicola II e il Giappone e ad accentuare questa tensione contribuisce non poco l'Inghilterra che offre all'impero del Sol Levante la sua alleanza (1902).

Nel febbraio del 1904, senza neppure la formalità di una dichiarazione dì guerra, la flotta giapponese attacca, nel Pacifico, le navi russe. La guerra russo-giapponese è cosi iniziata e durerà 11 mesi con la piena vittoria dei giapponesi che conquistano Port-Arthur e che si annettono la Manciuria, zona ricca di miniere, estendendo così il loro dominio territoriale.

Poiché, come abbiamo indicato in una apposita nota, anche l'Italia aveva mire coloniali nell'Estremo Oriente, l'argomento della guerra russo-giapponese sarà ampiamente trattato dall'asino e il settimanale denuncerà la politica dei due imperatori che si contendono il dominio dei territori orientali sulla pelle della povera gente delle loro nazioni.

Il governo Berlusconi per cinque anni ha adottato questa teoria. Ora che il governo Prodi ha giustamente deciso di dare priorità al paese... diciamolo... messo a dura prova dai lunghi cinque anni di "leggi ad personam" gli italiani si lamentano. Forse questi pecoroni di italiani meritano proprio il Berluska... un uomo che pensa prima a se stesso. Del paese chi se ne frega. La furbizia al primo posto come valore. Che delusione!!!

PERCHÉ I PRETI combattono il divorzio

I preti hanno cominciato la solita campagna contro la imminente legge sul divorzio.
Perché?
È semplicissimo: se le mogli cattoliche sapessero che i mariti ingannati possono rimandarle a casa loro, sarebbero molto più prudenti nell'accostarsi al confessionale e dar confidenza ai preti.
Tutto il segreto della rabbia clericale contro quella legge, sta tutto li; come il segreto del celibato imposto ai preti sta nel fatto che essi possono godersi la poligamia meglio che se fossero ammogliati, e cioè sorvegliati da una donna vigile e gelosa.
A proposito del divorzio, abbiamo sottocchio una buffa circolare del famoso arcivescovo di Livorno, secondo la quale il divorzio è dichiarato anticattolico.
O come va, allora, che i cattolici francesi e svizzeri (e persino i caporioni del partito nero: vogliamo farne i nomi?) divorziano allegramente quando loro conviene, senza essere sconfessati dal papa?

Via, buffoni ! Voi sapete acconciarvi pur di dominare, alla morale e ai gusti di tutti i paesi, ma non venite a contarci dei vostri scrupoli cristiani!

 

Siamo nel 2006, ma il problema Chiesa-Stato ancora non è risolto . Ieri il divorzio...oggi i pacs! Ma nella Chiesa stessa, un dogma di vecchia data, ancora fa riflettere e parlare... il CELIBATO DEI PRETI!

I PRETI DOMANDANO MOGLIE

La campagna dell'Asme comincia a far effetto fra i preti. Naturalmente sono i preti poveri quelli che si commuovono. È il proletariato scagnozzo che comincia a ribellarsi contro le mitrie, i cappelli cardinalizi, le calze blue, che non hanno bisogno di moglie potendo pagarsi molte cameriere, governanti, e donne galanti. In Sicilia si è costituito un Comitato di preti, naturalmente segreto, che domanda risolutamente l'abolizione del celibato obbligatorio. Come prima affermazione, ha diramato una circolare a stampa da cui stralciamo i seguenti considerandi :

IL MATRIMONIO DEI PRETI

"La grande riforma che il clero, la stampa, i popoli e la civiltà domandano al Papato, è l'abolizione della legge del celibato obbligatorio dei preti e del voto di castità dei frati e delle monache, e la conseguente libertà a qualsiasi prete, frate o monaca, vescovo, cardinale o papa, di potersi sposare se vuole e quando vuole.

"Il giovane prete, frate o monaca, che nella inesperta e incosciente età giovanile, tratto e illuso da passeggero e fugace entusiasmo religioso, si obbliga al perpetuo celibato, tosto o tardi se ne pente grandemente e rimpiange le perdute gioie dell'imeneo con lagrime, gemiti e sospiri inenarrabili durante tutta la vita.

"Le conseguenze del celibato obbligatorio nel prete sono l'occulto o il pubblico concubinaggio, la scostumatezza e il libertinaggio, la seduzione della donna altrui, i delitti sull'infanzia nei collegi clericali e nei seminari come quelli di Lillà e di Bologna, la quotidiana celebrazione della Messa nel peccato e nel sacrilegio, la perdita dello zelo delle anime, il disaffezionamento alla Chiesa e un grande disprezzo e odio contro il Papato, che tiene in vigore cosi infame legge.

"Il celibato obbligatorio ha demoralizzato la quasi totalità del clero cattolico e questo alla sua volta vivendo immoralmente ha scandalizzato e reso irreligiosi i fedeli tutti."

Se prima il Papato non riforma se stesso e non smette dalla sua ostinatezza e non toglie da casa sua la barbarie del celibato obbligatorio, è inutile parlare di unione delle Chiese d'Oriente e d'Occidente con la Chiesa Romana. Altro che questione del divorzio! Risolvete prima la questione della famiglia vostra, e poi impicciatevi delle mogli fatte per i cittadini che compiono i doveri di natura!

Tratto da l'ASINO -1902 -

Macerata 1817 Gli insorti antipapalini
affiggono sui muri questo proclama:
"Quando l'altissimo Iddio vuole punire i popoli,
li consegna al governo degli imbecilli"
Ci si chiede:
Quando la misericordia di Dio ci fu propizia?
Quando mai noi italiani abbiamo meritato
la misericordia divina?

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