ARGOMENTO DELLA SETTIMANA:
MISSIONE AFGHANISTAN... DOPO IL RILASCIO DI DANIELE MASTROGIACOMO
Chi ha dato, ha dato, ha dato… chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… scurdammoce ‘o passato?
Dopo gli abbracci e i complimenti…
A Gino Strada che ha dato lustro alle pubbliche relazioni tra il nostro Governo e quello afgano, per riconoscenza gli hanno "preso" uno dei suoi collaboratori Rahmatullah Hanefi, responsabile della sicurezza di Emergency, l'uomo che è si è prodigato come mediatore per la liberazione di Mastrogiacomo. "Nessuna accusa", fanno sapere le autorità afgane, ma Hanefi è ancora trattenuto senza possibilità di comunicare. E secondo Strada la stessa sorte, è ormai quasi certo, è toccata anche a Adjmal Nashkbandi, l'interprete che Daniele ha visto "andare via libero", ma di cui poi si sono perse le tracce.
Dopo questa bella notizia, al Governo Italiano, arriva oggi un fulmine che scuote i rapporti tra Italia e Stati Uniti. Stranamente... e puntualmente gli Stati Uniti avanzano critiche sulla liberazione di Daniele Mastrogiacomo proprio alla vigilia del rifinanziamento della missione. In una riunione al Pentagono, un alto funzionario dell'amministrazione Bush, che si è nascosto dietro l´anonimato, ha espresso il suo disappunto al governo italiano per il modo in cui è stata ottenuta la sua liberazione.
Non contenti, danno anche una stoccata contro la conferenza internazionale. Alla proposta lanciata nei giorni scorsi dal segretario dei Ds. Piero Fassino, cioè l'idea di coinvolgere gli "studenti di teologia" nel processo di riconciliazione nel Paese, il funzionario ribatte: «è una pessima idea».
E la CDL... la nostra saggia opposizione???
Stamani Forza Italia, An e Lega avevano detto che avrebbero votato sì al decreto pur tra tanti dubbi e imbarazzi, ma ora dopo tutto questo non potranno prescindere dall'impegnare la maggioranza a rafforzare il contingente con mezzi più adeguati. "Forza Italia è orientata a confermare il suo voto favorevole al decreto di rifinanziamento delle missioni militari all'estero - ha detto Renato Schifani, presidente dei senatori di Forza Italia - ma non vogliamo più sentire parlare di talebani invitati al tavolo di una Conferenza di pace e chiediamo che i nostri militari siano dotati di armi di difesa attiva''.
E, Mario Baccini (Udc) rincara la dose, dicendo che: "è assolutamente necessario far sentire ai nostri militari impegnati in Afghanistan il sostegno del Parlamento e dare loro la possibilità di difendersi in modo adeguato".
Voi non intravedete una trappola? Troppe analoghe coincidenze di idee...
A mio avviso, la trattativa per la liberazione di Mastrogiacomo, non è stata una resa, ma un segnale positivo di reciproco riconoscimento tra le parti. E, dalla proposta di Fassino, credo che potrebbe nascere qualcosa di nuovo nella situazione politico-militare afghana. Potrebbero aprirsi spiragli nella volontà di pacificazione e di processi di autodeterminazione liberi da ingerenze militari esterne.
Ma se tutto questo viene negato e dobbiamo sottoporci a ricatti, sia dalla destra, che dagli Stati Uniti...
Dico che è giunto il momento di dire BASTA… anche se il mio parere so che nulla conta.
Ritirino i nostri soldati "senza se e senza ma", non si coprano nuovamente di vergogna, rispettino il mandato elettorale e non i diktat delle segreterie di partito, votino “NO al decreto”.
Avevo prospettato, anche se contraria, un si al rifinanziamento, pur di non far cadere il Governo Prodi e ritrovarmi Berlusconi sul groppone... ma il troppo stroppia.
Torno sui miei passi... cada pure il governo, non possiamo farci ricattare da ogni pirla che apre la bocca per dargli aria.
Fino a quando il nostro paese, rimarrà assoggettato e succube di "guerre umanitarie", di occupazioni militari travestite da missioni di pace, sulla cessione di ampi territori nazionali per trasformarli in basi militari straniere, tutti noi saremo, ancora e sempre, sul filo del rasoio. E quindi RITIRO IMMEDIATO.
E ricordiamoci sempre di Gino Strada che conosce il "come si fa". Lui ha salvato la vita a Mastrogiacomo che tutta l'Italia, compreso l'ultimo dei guerrafondai, voleva riavere vivo. Chi sa "come si fa" è il solo che può portare pace e non guerra. La "conferenza di pace" immaginata da D'Alema e Rice non possiede il DNA per trasformare la guerra in pace. D'Alema e Rice non sono Gino Strada che ha dimostrato a quei "signori" lì, che portava e non che andava a prendere...
Ora il nostro dovere (Governo italiano) è quello di proteggere Gino Strada perché noi, tutti noi, abbiamo bisogno di possedere quella strada, di proteggerla per poterla continuare a percorrere. Nessuno di noi può sapere se sia quella giusta per arrivare all'obiettivo di pace, ma sicuramente c'è stato dimostrato che non è quella sbagliata.
Dopo il grande successo del 17 marzo (30 mila persone in piazza, senza i partiti, i sindacati e le associazioni che fanno parte del governo o comunque lo appoggiano, non sono poca cosa), le persone contro tutte le guerre saranno nuovamente in piazza il 27 marzo davanti al Senato in occasione del voto sulle missioni. Sibilla
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