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Il mais messicano ... come il petrolio iracheno?

Le politiche per scoraggiare i diseredati del terzo mondo dall'emigrare clandestinamente nell'obeso occidente, rasentano sempre più la follia. La città di George Orwell è divenuta una triste realtà.
Ovunque, in quella terribile città, erano visibili grandi manifesti con il volto del Grande Fratello. Gli slogan politici ricorrenti erano: "La pace è guerra", "La libertà è schiavitù", "L'ignoranza è forza" .  Oggi per raggiungere la pace si fa la guerra.
Per combattere il terrorismo si terrorizza.
Per scoraggiare l'emigrazione clandestina si affama il terzo mondo.

In Messico, in questi ultimi anni si sta verificando l'ennesima corsa verso l'assurdo. Il prezzo delle tortillas - la focaccia di granoturco che rappresenta il prodotto alimentare di base in Messico - è esploso negli ultimi mesi, a causa della folle corsa alla produzione di etanolo negli Stati Uniti, che sta producendo un'impennata dei prezzi del mais in varie zone del mondo.

L'etanolo, il “biocarburante” più di moda al momento, rappresenta una perdita netta una volta calcolata l'energia necessaria per produrlo, e richiede enormi quantità di mais. La conseguenza è che comincia già a profilarsi un calo delle quantità di mais disponibili per il consumo umano, e gli speculatori finanziari hanno subito fiutato l'affare.
L'aumento del prezzo delle tortillas in Messico rappresenta una seria minaccia per la maggioranza della popolazione messicana, che ha già visto un calo della propria ricchezza negli ultimi decenni a causa degli accordi liberisti del NAFTA.

Una fetta rilevante della popolazione è già malnutrita, in un paese che qualche decennio fa era autosufficiente dal punto di vista alimentare; adesso, dopo il miracolo del libero mercato, diventa sempre più povero, e la gente disperata decide di rischiare tutto per emigrare clandestinamente negli Stati Uniti.

Ma non possiamo definire ottusa le speculazioni economiche e politiche degli USA.

Non sono certamente così crudeli dall'affamare un popolo, farlo emigrare per fame per poi ricacciare i diseredati nei loro paesi di origine! Non sono così assurdamente stupidi e crudeli.
Sanno che rimpatriare masse di clandestini peserebbe sui loro bilanci statali (non possono certo sprecare il prezioso carburante fatto col mais messicano) e allora, prevedendo l'enorme danno economico, hanno costruito un muro davanti alla frontiera messicana.

Tubal

Da: Movisol

L'etanolo: bolla speculativa dei monopoli del grano e depistaggio della ricerca.

Tutti sanno che è meglio non fare uso di alcool alla guida di un'automobile. Eppure oggi l'ultima follia, soprattutto negli USA, è quella di spacciare alcool etilico per il carburante del futuro, allo scopo di risparmiare sulla bolletta energetica. Il numero 22 dell' EIR (2 giugno 2006) ha dedicato un servizio all'argomento che riassumiamo di seguito.

Nella bruciante satira del suo capolavoro “ I viaggi di Gulliver ”, il genio immortale di Jonathan Swift, già nel diciottesimo secolo, aveva fatto la parodia dell'anti-scienza e dell'anti-tecnologia descrivendo la Accademia di Lagado , dove folli ricercatori si lambiccavano il cervello per cercare di estrarre raggi solari dai cetrioli o cibo dallo sterco. Oggi, i propugnatori della follia dell'etanolo, che impazza negli ambienti politici ed economici statunitensi e non, non vanno molto oltre. D'altronde, dove trovare infatti un altro carburante che:

1.   renda il 20% in meno in chilometraggio rispetto ai tradizionali;
2.   costi di più delle tradizionali fonti fossili (idrocarburi) tra prezzi diretti e sussidi;
3.   permetta di spendere una fortuna in tasse per sussidi ai produttori;
4.   consumi più energia da fonti fossili di quanta se ne riesca a ricavare usandolo;
5.   richieda l'uso massiccio di acqua, fertilizzanti, terra e intasi i sistemi di trasporto durante il processo di produzione;
6.   riduca forzatamente il consumo di mais per bruciarlo nella nostra auto, e ultimo
7.   rappresenti contemporaneamente uno stop alla ricerca di vere fonti di energia alternativa, come il nucleare, e un ritorno a epoche a bassa tecnologia in cui l'uomo bruciava le piante come carburante?

Potrebbe essere abbastanza per qualunque persona di buon senso, ma sembra non esserlo per diversi parlamentari americani che brindano alla costruzione di impianti per la produzione di etanolo negli USA, e persino di una pompa di etanolo installata nel garage del Congresso a Washington! L'etanolo o alcool etilico si può produrre da quasi ogni tipo di pianta attraverso la fermentazione o la distillazione. Negli USA l'etanolo è estratto prevalentemente dal mais per produrre il quale occorre una grande quantità di energia, fertilizzanti, acqua, terreno (per avere economie di scala). A questo occorre aggiungere il lavoro umano e mentale della moderna agricoltura, tutte cose che hanno bisogno di energia per essere mantenute. La materia prima deve essere trasportata con camion da un luogo all'altro e distillata, processo che avviene perlopiù con uso di gas naturale. Mettendo insieme questi elementi, gli scienziati Pimentel e Patzek hanno dimostrato che l'etanolo da mais è in grado di fornire il 29% di energia in meno di quella richiesta per la sua produzione (gli altri tipi di alcool arrivano fino al 59% di perdita netta di energia). Questo senza tenere conto dell'uso del suolo e dei sussidi elargiti ai produttori.

E senza tener conto che : il granoturco rappresenta il prodotto alimentare di base in Messico.

 

 

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