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Anna Politkovskaja

 

ANNA POLITKOVSKAJA

"Io vivo la mia vita e scrivo ciò che vedo"

Dal libro "Anna Politkoskaja - Proibito parlare":

II volume propone una selezione di articoli, pubblicati sulla «Novaja Gazata» fra il novembre 2002 e il settembre 2006, che seguono i principali filoni di indagine di Anna Politkovskaja.

Prima di tutto la Cecenia, vissuta da Anna in sette anni di viaggi: le denunce delle operazioni di rastrellamento, dei rapimenti, delle torture, la vita dei civili sullo sfondo di un paese demolito da una guerra senza quartiere, l'operato dell'esercito federale, la condotta di Ramzan Kadyrov, il beniamino di Vladimir Putin.

La seconda parte riguarda il sequestro di uomini e donne da parte di un commando di ceceni durante il musical Nord-Ost al Teatro Dubrovka di Mosca, con i ricordi di chi ha vissuto l'esperienza come ostaggio, la conduzione delle indagini da parte del Cremlino, l'ondata di razzismo contro i ceceni in seguito all'episodio.

La terza parte è dedicata alle tragiche conseguenze dell'occupazione della scuola di Beslan, in Ossezia, da parte di terroristi ceceni: le vicende dei protagonisti, le reazioni dei familiari delle vittime, il rifiuto di dimenticare, i sensi di colpa, l'odio verso gli insegnanti sopravvissuti.

Un'ultima sezione riporta cronache di vita quotidiana nella Russia di oggi, mettendo in luce la corruzione, l'arbitrio e ancora una volta i diritti negati. Ma anche singoli esempi di persone che hanno voluto e saputo opporsi a tutto ciò.

La prosa di Anna è diretta e asciutta, uno stile aderente al suo modo di intendere il giornalismo e la vita stessa. La sua forza risiede nella schiettezza e nella semplicità della scrittura. Le stava a cuore trasmettere un messaggio chiaro ed esauriente, non edulcorare la realtà con una "bella" prosa.

Tratto dagli articoli sulla tragedia di Beslan:

LA SOCIETA' DEI PADRI ORFANI

23 settembre 2004

I genitori delle vittime del Nord-Ost sono stati a Beslan. Uno di loro, il moscovita Dmitrij Milovidov, il 14 ottobre del 2002 al Dubrovka ha perso Nina, la figlia di quattordici anni. Ha portato laggiù una manciata di terra moscovita del Nord-Ost ed è tornato dalla scuola con un po' di cenere e poco altro. Dmitrij mostra la poltiglia di morte contenuta in un barattolo trasparente e piange.

«Ho raccolto quello che a oggi è rimasto sul pavimento della scuola, e come vede c'è di tutto: bossoli, proiettili a frammentazione - benché proibiti -, matite accuratamente temperate, pagine di manuali; tutto in questa cenere grigio scuro che non si sa a chi appartiene. È difficile dirlo...»

«Come mai voi genitori del Nord-Ost avete deciso di andare a Beslan? Dev'essere stato molto difficile.»

«Abbiamo raccolto dei soldi, 37.000 rubli, da consegnare personalmente. Pensavamo che la nostra esperienza dolorosa potesse essere di aiuto. È terribile sopravvivere al proprio figlio. Noi riusciamo a malapena a sopportarlo. E c'è un'altra ragione: le parole di una di noi, Tanja Chazieva. Suo marito, musicista, è morto al Nord-Ost; le è rimasta soltanto la piccola Sonja. Tanja è stata la prima tra noi a vincere una causa in tribunale. Nel giugno del 2003 parlavamo di quanto sarebbe giusto ottenere con le cause di risarcimento, e Tanja mi ha detto: "Se un domani prendessero in ostaggio la mia bambina a scuola, voglio essere sicura che la sua vita valga quanto il bilancio dell'FSB (la polizia politica della Federazione russa, erede del KGB) o dell'intera nazione". Oggi abbiamo la sensazione di non aver fatto in tempo a fermare rutto questo. Siamo andati a Beslan per dire loro: "Scusateci, in due anni non siamo riusciti a prevenire la vostra disgrazia".»

«Avete incontrato i genitori, i parenti delle vittime. Cos ne pensate, è possibile che i dispersi siano ancora tenuti i ostaggio? Che nella confusione i terroristi siano riusciti portarli chissà dove?»

«Mi sembra alquanto improbabile. Aggrapparsi alla speranza di un miracolo è tipico della psiche umana. Non vedendo i corpi, la gente continuerà a credere a questa possibilità anche dopo tutte le perizie... Anche se le carte dovessero affermare che, con molte probabilità, il 95 per cento di que­sto mucchietto di cenere è il loro figliolo, continueranno a cercare e a sperare.»

«Lei pensa che l'enorme incendio divampato nell'edificio abbia davvero consumato i corpi senza lasciarne una minima traccia?»

«Ma non è stato l'incendio! In questo caso l'incendio non c'entra. Credo sia stato appiccato solo per necessità dai re­parti "Alfa" o "Vympel". Forse si poteva fare qualcosa di diverso... Eppure, ho l'impressione che Beslan sia stato il secondo atto del Nord-Ost: "Guardate, gente, cosa sarebbe successo se non avessimo impiegato il gas". Una sorta di predica rivolta a noi.»

“È vero che anche il rapporto con i giornalisti va molto male? Che pensano di non poter ottenere da loro alcun aiuto arrivare a un'indagine onesta?»

“Sì, va male, e no, non li considerano di alcun aiuto. Dicono che i giornalisti si sono dimostrati degli insensibili. Anche per noi era così nei mesi dopo il Dubrovka: quando li vedevamo avvicinarsi, tra di noi dicevamo: " Ecco che arrivano gli avvoltoi". Solo molto più tardi siamo riusciti a capire che non erano avvoltoi ma "esperti di anatomia patologica", senza i quali non saremmo mai venuti a conoscenza della verità sul Kursk e sul Nord-Ost.»

«Ora la gente di Beslan da chi si aspetta un'indagine onesta? Dai giornalisti o dallo Stato? In chi hanno fiducia?»

«In generale si fidano solo dei loro parenti. Ma si aspettano un'indagine, come dicono molti, "dalla Russia", cioè dallo Stato. Noi che abbiamo vissuto il Nord-Ost, sappiamo come andrà a finire. E anche perché i mass media hanno dichiarato che l'ospedale militare Skal'pel' a Beslan era pronto e funzionante, mentre i primi giorni i parenti correvano dagli ospedali dov'erano stati portati i feriti alla farmacia a per comprare le siringhe...»

 

P.S: Mentre il potere si batteva per creare una "classe media russa", nel paese si formava una nuova classe di cittadini completamente diversa: le vittime degli atti terroristici e le loro famiglie. Ci sono "nuove reclute" tutti i mesi:Beslan "Rizskaja" e gli aerei, l'Inguscezia, "Paveleckaja", Tusino, Nord-Ost, Groznyj, Ilischan-Jurt, di nuovo Groznyj, Volgodonsk, Kasirka... Questa nuova classe cresce su un terreno fertile e sa cosa sputare in faccia al potere. In pratica è quasi un partito, cui il potere non ha niente da dire, e che per questa ragione continua a rafforzarsi. Ne abbiamo davvero bisogno?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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