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L'ANGOLO DI SIBILLA

 

ARGOMENTO DELLA SETTIMANA: INTERNET

La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta dopo la pubblicazione su internet degli elenchi delle denunce dei redditi degli italiani.

Eccerto!!! Ma chi ha paura di tutto questo?
Non di certo il povero dipentente. Lui le tasse le paga… per forza.
Chi ha paura allora? Chi denuncia 6.000 euro all'anno vive in un megavilla viaggia,, in mercedes ma non paga la retta dell'asilo del figlio perché dichiara una miseria di reddito?

Siamo alle solite, ogni volta che si tocca la trasparenza nella denuncia delle tasse o si cerca di avviare un discorso serio su chi evade si alza un polverone che blocca tutto.

E non potevano trovare peggiore scusa … privacy e aiuto alla criminalità.

Il sistema dell'illegalità e così esteso e ben radicato che non c'è bisogno che sia reso pubblico nulla. I mafiosi, e i criminali in generale sanno bene come e dove colpire, non stanno di certo a guardare su internet la dichiarazione dei redditi.
Chi deve sapere, sa!

Ce ne fossero tanti come Visco, l'Italia riuscirebbe a diventare un paese civile.

Ma siamo nel paese dei furbetti e non nella civile Finlandia dove tutti pagano le tasse con grande onestà e basta un sms per sapere il reddito del vicino.

HELSINKI - Vuoi sapere quanto guadagna il tuo collega di lavoro o il tuo dirimpettaio? Basta mandare un sms e l'Agenzia delle entrate ti risponderà subito con la cifra denunciata sulla sua ultima dichiarazione dei redditi. Come se fosse l'orario dell'autobus: un servizio qualsiasi.
Tranquilli, però: questo accade solo in Finlandia.
Qui tutti possono sapere tutto di tutti.
Neanche Visco poteva concepire un meccanismo così diabolico.
Ma a Helsinki e dintorni il rischio di scoprire che il gioielliere sotto casa incassi meno di un metalmeccanico è prossimo allo zero: al fisco non si mente, da queste parti.

L'evasione fiscale da queste parti ha percentuali ininfluenti: altro che Italia, dove il sommerso calcolato intorno ai 160 miliardi di euro praticamente corrisponde al Pil di tutta la Finlandia. La pressione fiscale, invece, è leggermente superiore alla nostra: 43,3 contro 42,3 per cento.
Ma tra il leggendario sistema welfare finnico e il nostro c'è il noto abisso. Servizi sociali, sanità, trasporti, scuola: un paradiso.
Basti dire che qui una casa c'è per tutti e il sussidio per i disoccupati arriva a coprire il 72 per cento dell'ultimo salario contro il 7 per cento italiano.

La dichiarazione dei redditi serve anche a pagare le multe rimediate al volante: sono calcolate in proporzione al reddito.
Fu grazie a questo sistema, mica tanto sbagliato, che quattro anni fa il giovane rampollo di una famiglia di industriali, tal Jussi Salonoja, che aveva un imponibile di sette milioni, si beccò una contravvenzione record di 170 mila euro per aver superato di 40 chilometri orari il divieto di velocità in centro.

Gli studenti non pagano rette universitarie mentre nella scuola dell'obbligo libri, materiali, mensa e trasporti (oltre i cinque chilometri) sono gratuiti.

Tratto da : http://www.repubblica.it/2008/04

 

 

Sibilla

 

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