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L'ANGOLO DI SIBILLA

 

ARGOMENTO DELLA SETTIMANA: PRESERVATIVO

IL VATICANO DICE “ NO”

Il Vaticano dice "no"… a riprodurre cellule dagli embrioni

Il Vaticano dice "no"… ai Dico

Il Vaticano dice "no"… ai preti omosessuali

Il Vaticano dice "no"… ai preti sposati

Il Vaticano dice "no"… ai preservativi

Il Vaticano dice no… anche quando si tratta di salvaguardare delle vite.
L'ostilità del Vaticano nei confronti dei preservativi, crea sempre più orfani dell'AIDS.
Che senso ha mandare cibo e medicine quando lasciamo che la gente si infetti e muoia?
Naturalmente anche il buon Bush ha fatto la sua parte per "aiutare" i popoli più deboli.

Fonte: Internazionale del 20 settembre 2007

 I L VATICANO LI DEFINISCE
"malefici, peccaminosi e intrinsecamente disordinati".

L'impatto globale dell'opposizione della chiesa cattolica alla contraccezione è stato amplificato dall'atteggiamento moralistico negli Stati Uniti del presidente George W. Bush.
Un tempo Washington era il maggior donatore mondiale di preservativi, ma Bush ha tagliato questi fondi per finanziare invece programmi ideologici che propongono l'astinenza come unico mezzo per limitare le nascite.
Di conseguenza, oggi molte organizzazioni non governative che si occupano di sanità sono escluse dai finanziamenti. E non riescono più a distribuire preservativi nei paesi dove gli anticoncezionali sono beni di lusso.
Questa linea dell'amministrazione Bush ha suscitato molte critiche, soprattutto per le sue implicazioni nella lotta all'aids.
Ma la contraccezione è fondamentale anche per affrontare altre grandi sfide dell'umanità.
Il nostro pianeta, già in difficoltà per la presenza di 6,5 miliardi di abitanti, potrebbe doverne ospitare altri due miliardi entro il 2030, quasi tutti nei paesi in via di sviluppo.

La crescita demografica incontrollata ha gravi conseguenze.
L'ecologo Joseph Wright ha dimostrato che nei paesi tropicali c'è una relazione inversamente proporzionale tra la densità di popolazione e quella della vegetazione.
Man mano che aumentano gli abitanti, si riducono le foreste.
È accaduto, per esempio, nelle Filippine, in Honduras e in Madagascar, minacciando la sopravvivenza di molte specie animali.
La distruzione delle foreste pluviali rilascia nell'atmosfera cinque miliardi di tonnellate di anidride carbonica all'anno, causando l'aumento dei gas a effetto serra.

La crescita demografica inoltre aggrava i conflitti.
Di recente alcuni studi hanno dimostrato che la quota di popolazione adulta tra i 15 e i 29 anni è un indicatore chiave del rischio di guerra nei paesi in via di sviluppo.
Se la quota è alta, il paese sarà pieno di giovani disoccupati e senza diritti, facilmente reclutabili dai gruppi armati.

Infine, c'è la questione dell'immigrazione.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, la popolazione statunitense aumenterà di oltre cento milioni di persone entro il 2050, in gran parte per l'arrivo di immigrati dall'America Latina.
Anche l'Europa deve affrontare pressioni simili, con in più il problema della difficile integrazione dei musulmani provenienti dal Nordafrica, dal Medio Oriente e dall'Asia meridionale.

Fortunatamente, il boom demografico può essere contrastato.
Basterebbe che le donne fossero informate meglio su tutto ciò che riguarda la riproduzione.
Garantire alle donne metodi di contraccezione adeguati è indispensabile per conseguire la "transizione demografica", in cui la crescita della popolazione rallenta, la longevità aumenta e il numero dei giovani e quello degli anziani si bilanciano.
Non possiamo sapere sei conservatori e i moralisti di tutto il mondo smetteranno di criticare la contraccezione.
Sappiamo però che con un governo diverso gli Stati Uniti potrebbero contribuire a una sana pianificazione familiare, anziché aggravare il problema.

William Laurance è un biologo dello Smithsonian tropical research institute di Balboa, a Panama.

Arrivederci a presto

Sibilla

 

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