ARGOMENTO DELLA SETTIMANA: DIAVOLO
Il diavolo è...
Identikit del diavolo in cinque ritratti.
Il Diavolo è omosessuale
Nell'Europa del Rinascimento, il fuoco era il destino che meritavano questi figli dell'inferno, che dal fuoco venivano. O erano condannati ad altre forme di morte atroce, come castigava l'Inghilterra coloro che avessero avuto relazioni sessuali con animali, o persone dello stesso sesso.
In America i conquistatori preferivano darli in pasto ai cani famelici. Vasco Nùnez de Balboa canificò molti indigeni che praticavano questa anormalità in modo del tutto naturale.
Lui credeva che l'omosessualità fosse contagiosa.
Cinque secoli dopo, ho sentito dire la stessa cosa dall'arcivescovo di Montevideo.
Lo storico Richard Nixon sapeva che questo vizio era fatale per qualsiasi civiltà:
-Volete sapere cosa successe con i greci? L'omosessualità li distrasse! Certo! Aristotele era gay. Lo sappiamo tutti. E anche Socrate. E volete sapere cosa successe con i romani? Gli ultimi sei imperatori erano checche...
Il civilizzatore Adolf Hitler aveva preso misure drastiche per salvare la Germania da questo pericolo. I degenerati colpevoli dell'aberrante delitto contro natura furono obbligati a portare un triangolo rosa.
Quanti finirono nei campi di concentramento?
Non si è mai saputo.
Non li ha contati nessuno, non li ha menzionati quasi nessuno.
Non si è mai saputo neppure quanti furono i gitani sterminati.
II 18 settembre del 2001 il governo tedesco e le banche svizzere decisero di includere gli omosessuali fra le vittime dell'Olocausto.
Ci hanno messo più di mezzo secolo a correggere l'omissione.
Il Diavolo è musulmano
Dante sapeva già che Maometto era un terrorista. Non per niente lo ficcò in uno dei gironi internali, condannato alla pena della mutilazione perpetua. Lo vidi lacerato - celebrò il poeta nella Divina commedia -, dalla barba fino alla parte inferiore del ventre...
Più di un Papa aveva compreso che le orde musulmane, che tormentavano la Cristianità, non erano costituite da esseri di carne e ossa, bensì erano un grande esercito di demoni che quanto più veniva colpito da lance, spade e archibugi, tanto più aumentava.
Ai giorni nostri, i missili producono molti più nemici di quanti non ne facciano fuori. Ma, in fin dei conti, che ne sarebbe di Dio senza nemici?
La paura comanda, le guerre si nutrono di paura.
L'esperienza prova che la minaccia dell'inferno è sempre più efficace della promessa del Cielo.
Nell'anno di grazia 1564, l'esperto in demonologia Johann Wier aveva contato i diavoli che stavano lavorando sulla terra, a tempo indeterminato, per la perdizione delle anime dei cristiani. Ce n'erano sette milioni quattrocentonovemilacentoventisette che agivano suddivisi in settantanove legioni.
Molta acqua bollente è passata, da quel censimento, sotto i ponti dell'inferno.
Quanti sono, oggigiorno, gli inviati del regno delle tenebre?
Le arti sceniche rendono difficile il conteggio.
Questi imbroglioni continuano a usare i turbanti per occultare le loro corna, e lunghe tuniche nascondono le loro code di drago, le loro ali di pipistrello e la bomba che portano sotto il braccio.
Il Diavolo è nero
Come la notte, come il peccato, il nero è nemico della luce e dell'innocenza.
Nel suo celebre libro di viaggi, Marco Polo evocò gli abitanti dello Zanzibar: avevano una bocca molto grande, labbra molto carnose e il naso come quello di una scimmia. Andavano in giro nudi ed erano completamente neri, cosicché chiunque li avesse visti in qualsiasi altra regione del mondo avrebbe creduto che fossero diavoli.
Tre secoli dopo, in Spagna, Lucifero, dipinto di nero, entrava su un carro infuocato nei teatri pubblici e negli scenari delle fiere. Santa Teresa di Gesù, che visse combattendolo, non riuscì mai a toglierselo di torno. Una volta le si fermò accanto, ed era un negretto assolutamente abominevole. E un'altra volta lei vide che, mentre si sedeva sopra il suo libro di orazioni e le bruciava le preghiere, dal corpo nero gli usciva una grande fiamma rossa.
In America, che aveva importato milioni di schiavi, si sapeva che era Satana colui che suonava i tamburi nelle piantagioni, incitando alla disobbedienza, e che inoculava musica e dimenamenti e tremiti nei corpi dei suoi figli nati per peccare. Persino Martin Fierro, gaucho povero e disgraziato, si sentiva bene in confronto ai neri, che erano più fottuti di lui:
- Questi qua -diceva- il Diavolo li ha fatti per essere tizzoni dell'inferno.
Il Diavolo è donna
II libro Malleus Malefìcarum, chiamato anche «Il martello delle streghe», raccomandava l'esorcismo più feroce contro il demonio che porta le tette e i capelli lunghi.
Due inquisitori tedeschi, Heinrich Kramer e Jakob Sprenger, scrissero, su incarico del Papa Innocenze Vili, questo fondamento giuridico e teologico dei tribunali della Santa Inquisizione.
Gli autori dimostravano che le streghe, harem di Satana, rappresentavano le donne allo stato naturale, perché ogni incantamento proviene dalla lussuria carnale, che nelle donne è insaziabile. E avvertivano che quegli esseri dal bell'aspetto, tocco fetido e compagnia mortifera stregavano gli uomini e li attraevano, fischi di serpente, code di scorpione, per distruggerli.
Questo trattato di criminologia consigliava di sottoporre a tortura tutte quelle che erano in odore di stregoneria. Se confessavano meritavano il fuoco. Se non confessavano, pure, perché solo una strega, che nei sabba riceveva forza dal suo amante, il Diavolo, poteva resistere a un simile supplizio senza sciogliere la lingua.
Il Papa Onorio III aveva sentenziato:
- Le donne non devono parlare. Le loro labbra recano le stigmate di Eva, che fece peccare gli uomini.
Otto secoli dopo la Chiesa cattolica continua a negare loro il pulpito.
La stessa paura fa sì che i fondamentalisti musulmani gli mutilino il sesso e gli coprano il volto.
E il sollievo per il pericolo scongiurato spinge gli ebrei molto ortodossi ad iniziare la giornata sussurrando:
- Grazie, o Signore, per non avermi fatto donna.
Il Diavolo è l'immigrante
L'immigrante che ci viene a rubare il lavoro.
Se è povero, giovane e non è bianco, l'intruso viene subito condannato per indigenza, inclinazione al caos o per portare la pelle che porta.
In ogni caso, se non è povero, né giovane, né scuro, merita comunque il malvenuto perché arriva disposto a lavorare il doppio in cambio della metà.
Un tempo l'Europa spargeva nel sud del mondo soldati, prigionieri e contadini morti di fame. I protagonisti delle avventure coloniali sono passati alla storia come agenti mandati da Dio. Era la Civiltà che si lanciava al riscatto della barbarie.
Adesso il viaggio avviene al contrario. Quelli che arrivano, o cercano di arrivare, dal sud al nord, sono protagonisti delle sventure coloniali, che passeranno alla storia come messaggeri del Diavolo. È la barbarie che si lancia all'assalto della Civiltà.
Questo racconto è parte del nuovo libro di Eduardo Galeano.
In questi ultimi giorni si è aggiunto un altro ritratto... IL LAVAVETRI.
Arrivederci a presto
Sibilla
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