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L'ANGOLO DI SIBILLA

 

ARGOMENTO DELLA SETTIMANA: PALESTINA

Finite le ferie... si ricomincia a rodersi il fegato guardando il telegiornale.
Una notizia però mi aveva rincuorato, la presa di posizione del premier sul dialogo con Hamas.
Finalmente ho pensato... macchè sono subito iniziate le solite noiose polemiche che hanno rovinato il mio ottimismo. Peccato, poteva iniziare a realizzarsi :

Un sogno

Il sogno di una Palestina unita e indipendente che ora rischia di essere vittima della guerra civile tra Hamas e Al Fatah, guerra ovviamente fomentata da Israele e dagli Stati Uniti.

Questo è il pensiero di Noam Chomsky pubblicato su internazionale del 2 agosto 2007 :

Hamas ha ottenuto una vittoria che ha sorpreso tutti.
La punizione inflitta ai palestinesi per aver votato nel modo sbagliato è stata durissima.
Gli Stati Uniti e Israele hanno fatto in modo che Hamas non avesse alcuna possibilità di governare. Hanno respinto la sua richiesta di un cessate il fuoco a lungo termine per avviare trattative su una soluzione basata su due stati, soluzione accettata dal mondo intero ma a cui Israele e Stati Uniti si oppongono da trent'anni, con qualche raro e temporaneo cedimento.
Le grandi potenze hanno una procedura standard per abbattere i governi indesiderati : armano i militari perché facciano un colpo di stato.
Israele e il suo alleato hanno armato e addestrato gli uomini di Al Fatah per conquistare con la forza ciò che non erano riusciti a ottenere dalle urne.
Ma la strategia gli si è ritorta contro.
Il mese scorso a Gaza le forze di Al Fatah sono state sconfitte in un violento conflitto militare.
A quel punto Israele e gli Stati Uniti si sono affrettati a ribaltare la situazione a loro vantaggio, trovando un pretesto per rafforzare la stretta mortale sugli abitanti di Gaza.

La situazione potrebbe degenerare a meno che Hamas soddisfi le tre condizioni imposte dalla "comunità internazionale" termine tecnico che in genere si riferisce al governo degli Stati Uniti e a chiunque obbedisca ai suoi ordini.
Deve riconoscere Israele, rinunciare alla violenza e accettare gli accordi i passati, in particolare la Road map del Quartetto (Stati Uniti, Russia, Unione europea e Nazioni Unite).
Un esempio di ipocrisia che lascia senza parole.
Ovviamente Stati Uniti e Israele non vogliono riconoscere la Palestina né rinunciare alla violenza.
E neanche accettare gli accordi passati.
Anche se formalmente ha accettato la Road map, Israele ha espresso 14 riserve che praticamente la svuotano di significato.
Il rifiuto della Road map da parte di Israele, sempre con l'appoggio degli Stati Uniti, è inaccettabile per l'immagine che gli occidentali hanno di sé: per questo è stato tenuto segreto.
Adesso che è in grado di schiacciare Gaza, Israele può anche procedere (sempre con l'aiuto di Washington) a realizzare il suo piano per la Cisgiordania, contando sul tacito assenso dei leader di Al Fatah, che saranno ricompensati per la loro collaborazione.

Il mio pensiero, che è anche una risposta all'appello lodevole di Romano Prodi… aprire un dialogo con Hamas, invece si può riassumere con questa significativa vignetta di Vauro.

Cattiva? No… l'esito più probabile.

Le parole di Sami Abu Zuhri, portavoce del movimento a Gaza: "Siamo pronti ad aprire un dialogo franco con la comunità internazionale come auspicato dal presidente del Consiglio italiano Romano Prodi", non vengono neppure prese in considerazione.

E la riscossa dell'ex primo ministro britannico Tony Blair che, secondo il giornalista libanese Rami Khouri equivale a nominare l'imperatore Nerone capo dei pompieri di Roma è l'ennesima presa in giro.
Blair, in realtà è una pedina di Washington e ha un mandato molto limitato, il “buon” presidente George W. Bush non mollerà di certo il controllo.

Spero tanto di venir smentita…

Arrivederci a presto

Sibilla

 

 

 

 

 

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