Amira Hass
La prima volta
Voglio fargli vedere il mare – sarebbe la prima volta per i più piccoli – prima che sia troppo tardi
Internazionale , 22 giugno 2006
Devo confessarlo, la settimana scorsa ho commesso un reato: ho portato con me a Gerusalemme i due figli più grandi dei miei vicini. O meglio, li ho portati nella parte che è stata annessa da Israele nel 1967, cioè la città vecchia e i quartieri arabi orientali.
I palestinesi della Cisgiordania e di Gaza non possono entrare in questa zona, così come nel resto di Israele. Solo pochi ricevono dei permessi di ingresso. E anche chi ne ottiene uno non può passare dagli stessi varchi usati dagli israeliani (per lo più coloni) per andare dalla Cisgiordania occupata allo stato di Israele vero e proprio.
Lungo la barriera di separazione sono stati creati undici varchi speciali riservati ai palestinesi, che ovviamente possono passare solo se prima hanno ricevuto il famoso permesso dalle autorità di sicurezza. Vicino ad alcune delle entrate "solo per israeliani" sono stati messi dei cartelli che vietano espressamente di portare in auto passeggeri palestinesi. Di recente ne hanno tolto qualcuno dopo che ne avevo parlato su Ha'aretz.
L. e Y. hanno quattordici e dodici anni. Ufficialmente non hanno bisogno di un permesso perché non hanno ancora una carta d'identità, o così almeno credo. Non mi sono preoccupata di chiederlo, come non mi sono preoccupata di domandare a qualcuno un'autorizzazione per portarli in territorio israeliano attraverso l'entrata "solo per israeliani".
Semplicemente li ho presi e li ho portati a visitare dei posti che presto non potranno più vedere: non solo perché tra poco avranno sedici anni (e quindi la carta d'identità), ma anche perché il muro – o barriera o recinto – di separazione intorno a Ramallah e a Gerusalemme si sta facendo sempre più compatto e i pochi varchi attraverso cui posso farli passare insieme al fratello e alla sorella più piccole (sei e otto anni) in futuro scompariranno.
Questa settimana saremmo dovuti andare tutti e cinque sulla spiaggia di Jaffa, un viaggio di quaranta chilometri. Voglio fargli vedere il mare – sarebbe la prima volta per i più piccoli – prima che sia troppo tardi. Ma i bambini hanno chiesto di rinviare la gita: non ne sentono l'urgenza come me. Non vedono, come me, che il muro li sta chiudendo dentro a un recinto, allontanandoli sempre di più dal resto del paese.
|