Amira Hass
Storie dall'esilio
I K. hanno dovuto lasciare la Striscia di Gaza nel cuore della notte all'inizio di luglio, dopo essersi nascosti per un po' lontano da casa
Internazionale , 14 settembre 2006
La prima cosa che si notava nei due appartamenti di Amman ovest, in Giordania, erano i mobili esageratamente pomposi e massicci. Solo gli zainetti dei ragazzi, buttati sul pavimento, aggiungevano un tocco informale in uno dei due. Lo stesso succedeva nell'altro, grazie ad alcuni disegni infantili.
Un'immagine del Che incisa sul legno, nel primo appartamento; una foto della famiglia felice, nel secondo: erano le uniche note personali in queste abitazioni altrimenti asettiche. Due famiglie palestinesi in esilio, per due motivi diversi.
I K. sono di Gaza: M. era un importante attivista di sinistra durante la prima intifada ed è stato in carcere in Israele per alcuni anni; ha una moglie e due figli. Gli A. sono di Ramallah: S. è un noto consulente aziendale, F. fa l'economista; hanno tre bambini.
S. è nato a Gerusalemme e ha il passaporto svedese. È tornato nella sua terra durante il processo di Oslo, si è sposato e ha lavorato per la "pace", convinto che la cooperazione economica tra uomini d'affari potesse essere una base per la soluzione "due popoli, due stati".
Nel gennaio del 2006 le autorità israeliane hanno negato l'ingresso a S., che si è ritrovato separato dalla famiglia e dal lavoro. "Ha passato abbastanza tempo in Israele", gli ha detto un brusco funzionario di frontiera, con l'accento inconfondibile degli immigrati russi. "Ramallah è Israele", ha precisato il tipo quando S. ha obiettato che viveva in quella città. Ogni intervento per modificare la decisione è risultato vano, e il mese scorso la famiglia di S. lo ha raggiunto ad Amman.
I K. hanno dovuto lasciare la Striscia di Gaza nel cuore della notte all'inizio di luglio, dopo essersi nascosti per un po' lontano da casa. Si era nel bel mezzo dell'offensiva israeliana, ma i K. non fuggivano dall'esercito di Tel Aviv. Appartengono a un grosso clan familiare del nord di Gaza. Alcuni suoi membri sono rimasti coinvolti in una faida sanguinaria con i membri di un altro clan.
Come sempre, tutto è cominciato con una lite banale tra alcuni giovani esaltati. A un certo punto uno di loro ha tirato fuori il kalashnikov e ci sono stati due morti. Adesso l'altro clan promette di vendicarsi contro i maschi della famiglia K. E anche se M. non condivide i valori della fedeltà al clan e della vendetta tribale, lui e i suoi ragazzi sono in cima all'elenco.
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