Controcorrentesatirica.com

menu sinistra
 
 
 
 
     
     
  Oh Palestina  
  Analisi del conflitto Mediorientale. Materiale estratto dai libri dei più grandi giornalisti  
     
 

Premessa

 
     
  Colloquio illuminante    
     
  Chi è l'antisemita?  
     
  Israele e gli omicidi extragiudiziali  
     
  Israele e il terrorismo militare: Scudi Umani  
     
  Foto che raccontano più di mille parole  
     
     
   
     
     
  Oh America  
  Analisi della politica estera occidentale. Materiale estratto dai libri dei più grandi giornalisti  
     
  Premessa  
     
  Indietro nel tempo: 1949  
     
  "Arrivo a Peshawar" di Tiziano Terzani  
     
  "Peshawar"
di Tiziano Terzani
 
     
     
   
     
     
  essere comunisti   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
     

PRODI SPIATO

Da l'Unità 26 ottobre 2006

 

Spiavano Prodi e la moglie per falsare la campagna elettorale

Dossier Sismi sui nemici di Berlusconi

La posizione tributaria del premier Romano Prodi e di sua moglie Flavia Franzoni è stata spiata 128 volte. Tanti sono gli accessi abusivi compiuti da altrettante persone nella banca dati dell´agenzia delle entrate nell´arco di circa due anni. Un monitoraggio illegale che avrebbe avuto una serie di picchi in corrispondenza con l´uscita degli articoli pubblicati da Il Giornale, Il Tempo, Libero (e, in un secondo momento, Il Messaggero e Il Corriere della Sera) sulle donazioni effettuate dal premier a favore dei suoi figli usufruendo di una legge del governo di centrodestra. Quel che è certo è che proprio negli ultimi giorni di campagna elettorale era sta Forza Italia a far circolare la notizia attraverso sintetici ma dettagliati sms sui cellulari di milioni di italiani per screditare il candidato dell´Unione e il suo programma fiscale.

Una volta, in televisione, Berlusconi accusò Prodi di aver fatto la donazione di un appartamento ai figli per oscure finalità elusive, un´altra volta, durante la puntata del 29 marzo a Ballarò, sostenne che Prodi e la famiglia avevano partecipazioni in società legate a Coop e Unipol. Tutte affermazioni seccamente smentite, alle quali hanno fatto seguito annunci di querele da parte dell´attuale Presidente del Consiglio.

Il timore che qualcuno spiasse Prodi risale ad allora. L´inchiesta giudiziaria nasce invece da una denuncia presentata lo scorso 29 settembre dal ministero dell´Economia alla procura di Milano. I successivi controlli hanno rivelato accessi illegali alle posizioni tributarie di almeno altre venti personalità del mondo politico ed economico. L'inchiesta è affidata al pm milanese Francesco Prete.

Lo Scico (il Servizio Centrale di Investigazione sulla criminalità organizzata) della Guardia di Finanza di Roma ha fatto scattare 250 perquisizioni in tutta Italia. Fra le circa 130 persone indagate per accesso abusivo a sistemi informatici, ci sarebbero una decina di militari della Guardia di finanza, due dipendenti dell'Ufficio delle Dogane, un dipendente del Demanio e, per il resto, tutti dipendenti dell'Agenzia delle Entrate, il cui direttore Raffaele Ferrara si è dimesso, sostituito ad interim dal direttore dell'amministrazione Attilio Bifera.


Da : www.corriere.it

26/10/2006

LA NOTA DI SIRCANA - Si ignorano al momento le finalità per le quali avrebbero agito i responsabili delle spiate. Fino a questo momento non emergerebbe la figura di un organizzatore, di un regista. Secondo un'ipotesi tutta da verificare, qualcuno potrebbe aver agito dopo aver letto gli articoli di stampa che nei mesi scorsi durante la campagna elettorale avevano parlato delle donazioni di Romano Prodi ai figli. Secondo fonti vicine alla Procura di Milano, gli «accessi abusivi» di cui sarebbero stati vittime Romano Prodi e sua moglie, si concentrerebbero negli ultimi due anni. Il sistema violato, dal quale venivano tutte le informazioni riservate, è quello dell'Anagrafe Tributaria che è unico per tutta Italia e dal quale si possono ricavare dati, tra l'altro, sui redditi, su donazioni e su compravendite. «Un lavoro inutile e controproducente» l'ha definito il portavoce di Prodi, Sircana che ribadendo la fiducia negli uffici pubblici «coinvolti loro malgrado a causa del comportamento illecito di pochi e indegni loro rappresentanti» riferisce del turbamento del premier e di sua moglie. «Siamo profondamente sconcertati», spiega Sircana in una nota. E poi promette. «Se ci sono mele marce contiamo di scovarle ed eliminarle. Prenderemo i provvedimenti che saranno necessari».

Prodi spiato, Berlusconi: un polverone

ROMA - «Si solleva questo polverone perchè é in difficoltà». È quanto avrebbe detto Silvio Berlusconi ai coordinatori regionali di Forza Italia riuniti a Palazzo Grazioli per parlare delle manifestazioni da organizzare contro la finanziaria. Tra i primi argomenti trattati finisce proprio i l caso dei politici spiati, tra cui il premier Romano Prodi e la moglie . A introdurre l'argomento, riferiscono alcuni partecipanti all'incontro, è stato Giulio Tremonti, che ha spiegato 'tecnicamente' di cosa si sta occupando la procura di Milano.

Prodi spiato, è scontro aperto tra i poli

ROMA - Per conto di chi sono stati controllati Prodi, la moglie e un'altra ventina di vip? La ricerca dei «mandanti» irrompe nel Palazzo e fa scoppiare l'ennesima polemica fra i poli. Fassino, segretario dei Ds, chiama direttamente in causa il precedente governo. «Tremonti e Berlusconi devono rendere conto di quanto accaduto», dice. Il ministro della Giustizia in carica, Mastella parla di «pagina oscura». La Cdl si difende e contrattacca. «Un polverone per coprire le magagne dell'attuale maggioranza» dà la linea Berlusconi.

FINI - Il presidente di An, Gianfranco Fini, ha definito la vicenda un «avvenimento inquietante, una situazione che non fa onore all'Italia».

CESA - Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa ha espresso al premier Prodi la piena solidarietà sua e del partito per «l'inqualificabile episodio di cui è rimasto vittima assieme alla moglie».

DI PIETRO - Lo spionaggio fiscale ai danni di Prodi non sorprende Antonio Di Pietro, che commenta: «Niente di nuovo sotto il sole» Per il ministro delle Infrastrutture, nello spionaggio ai danni del premier, il vero problema è capire chi lo ha ordinato e perchè. «Una matrice politica e affaristica di delegittimazione - ha detto Di Pietro - ci deve essere per forza. Bisognerebbe dar vita ad una commissione di indagine per individuare le ragioni per cui sono state svolte queste attività».

PECORARO - Per il ministro dell'AmbienteAlfonso Pecoraro Scanio si tratta di un «fatto gravissimo, l'ennesimo scandalo di spionaggio».Per il leader dei Verdi, «il presidente del Consiglio è stato oggetto di una campagna di attacco continuo e irresponsabile. Spero gli accertamenti della magistratura portino presto alla verità».

LA RUSSA - Minimizza invece Ignazio La Russa. «Siamo tutti sotto controllo, non serve fare piagnistei - ha detto il presidente dei deputati di An - . Se ci sono colpevoli dovranno pagare ma sinceramente Prodi non mi fa tanta pena».

CALDEROLI - Sarcastico nei confronti del premier il coordinatore delle segreterie della Lega Nord, Roberto Calderoli. «Ben gli sta - ha detto il leghista riferendosi a Prodi -. Adesso il premier deve pagare la pena del contrappasso, quello che lui ha subito, e per cui si sta facendo tanta caciara, non è altro che quello che è stato previsto da lui e dal viceministro Visco». Secondo Calderoli il governo Prodi, «per legge, autorizza ad andare a spiare nella vita privata di tutti i cittadini e delle loro famiglie contando anche quante volte vanno in gabinetto per poterli poi massacrare con le tasse. È proprio vero- conclude Calderoli- che chi fa la spia non è figlio di Maria, ma è anche vero che chi di spia ferisce poi di spia perisce».

VIOLANTE - Per il diessino Luciano Violante, «vicende come questa non possono avvenire all'insaputa dell'autorità politica», dunque «credo a maggior ragione che sia necessario - avverte secco il presidente della commissione Affari costituzionali alla Camera - che la politica risponda». Ossia, visto che i fatti risalgono a due anni fa, Berlusconi, all'epoca premier: «I servizi - rimarca Violante - rispondono al presidente del Consiglio».

SCAJOLA - È «inquietante», anche se «non conosco ancora bene come sono andate le cose e bisognerebbe evitare di far uscire notizie frammentarie». Così il presidente del Copaco, Claudio Scajola, commenta il fatto. «Mi pongo il problema - aggiunge Scajola - di cosa può capire il cittadino comune leggendo queste notizie».

FINOCCHIARO - «La notizia di controlli abusivi e illeciti nei confronti del presidente del Consiglio e dei suoi familiari provoca turbamento e sconcerto». E' quanto dichiara in una nota la presidente dei senatori dell'Ulivo Anna Finocchiaro. «Dalle prime notizie emerge un quadro sconcertante. Infatti, insieme al presidente del consiglio e alla moglie, - sottolinea la Finocchiaro - ci sarebbero altri cittadini, altre personalità della politica e dell'economia che sarebbero state vittime, durante la campagna elettorale, di controlli a tappeto illeciti e mirati».

IN ITALIA TUTTO SI SA …MA TUTTO SI INSABBIA!

Da : www.unita.it

15/10/2006

Prodi: ero spiato, tranne l'Unità nessuno lo scrive

Alla vigilia del faccia a faccia con il premier spagnolo Zapatero Romano Prodi rilascia una lunga intervista al quotidiano El Pais in cui difende il suo governo, la Finanziaria , la politica sull'immigrazione - oggetto dell'incontro di lunedì a Madrid - rilancia il progetto del Partito democratico come «progetto per le generazioni future» ma difende il capo dello Stato dalle strumentalizzazioni della destra. «Il leader dell' opposizione è proprietario del maggior gruppo mediatico» - ricorda Prodi e aggiunge- e «ci sono grandi interessi in mezzo». Prodi parla delle intercettazioni Telecom di cui è stato anche lui vittima - «salvo l'Unità, nessuno segue il vero scandalo», dice aggiungendo che «la stampa italiana tace, segno che stiamo facendo una battaglia importante»- quindi sempre sulla vicenda Telecom puntualizza: «La verità è che nessuno può rimproverarmi niente. Io non sapevo nulla della relazione di Angelo Rovati. Ma anche se lo avessi saputo che importanza aveva?».

«In casi come questi bisogna capire da che lato si trova la libertà - dice ancora Prodi al Pais -. Evidentemente lavorare contro i mezzi di comunicazione è per noi un problema serio». «Nel dialogo politico italiano è difficile distinguere il problema reale, del quale non si parla mai, dal problema fittizio, per il quale si combatte ferocemente. In questo momento il problema reale è la contabilità e la trasparenza». E quindi dice che per lui il lavoro è lento «come quando si fanno le mozzarelle».

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

   

     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Controcorrentesatirica.com